Riapre il Teatro della Quattordicesima: intervista a Pietro Froiio

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L’apertura di un nuovo teatro, o meglio la riapertura di un Teatro esistente come quello della Quattordicesima, è spesso segno di speranza, vitalità culturale e crescita per una comunità. Significa creare uno spazio per l’espressione artistica, per la condivisione di esperienze culturali e per il rafforzamento del tessuto sociale.

E così nella stagione teatrale 2025-2026 la storica sala, nel cuore dell’ex zona 14 del Comune di Milano, riapre grazie a Moma Studios (realtà di riferimento nel mondo della danza e delle arti performative) fondata da Pietro Froiio, il quale ha radici profonde nel quartiere San Luigi, dove è cresciuto e ha scelto di tornare dopo aver iniziato la sua carriera artistica in Francia.

Un vero e proprio atto di resistenza e fiducia nel futuro, in un periodo storico in cui le sfide culturali ed economiche non mancano, la riapertura di uno spazio teatrale dimostra la volontà di investire nella cultura e nel valore dell’esperienza dal vivo.

Siamo abituati a sentire che il teatro è morto e che con la cultura non si mangia! Per questo motivo abbiamo contattato Pietro Froiio al quale abbiamo chiesto… cosa significa investire nell’apertura di un teatro come quello della Quattordicesima, che piccolo non è (425 posti)?

Investire nell’apertura di un teatro come il Teatro della Quattordicesima significa credere fortemente che la cultura non sia un lusso, ma una necessità. È un atto di responsabilità e fiducia nel potenziale delle arti dal vivo. Nonostante lo scoraggiamento generale, noi pensiamo che il teatro sia vivo, e che possa tornare a essere un punto di riferimento per le comunità, soprattutto se connesso ai bisogni reali delle persone.

Riaprire un teatro, dopo tanti anni, vuole essere una promessa, qual è la tua/vostra?

La nostra promessa è restituire al quartiere e alla città un luogo che sappia essere casa per l’arte, laboratorio per le idee, rifugio per chi cerca bellezza. Vogliamo costruire una programmazione che parli a tutti, senza barriere, e che stimoli riflessione, partecipazione e appartenenza.

La Zona di Corvetto è spesso protagonista di fatti di cronaca poco piacevoli, la tua è più una sfida o una mission?

È entrambe.

È una sfida perché non è semplice fare cultura dove spesso prevalgono fragilità sociali. Ma è anche una missione, perché pensiamo che proprio qui servano luoghi di aggregazione positiva. Vogliamo che il teatro diventi presidio culturale, spazio sicuro, e simbolo di rinascita.

Tra i vostri obiettivi, sostenere l’inclusività e formare future generazioni.

Obiettivi futuri o vedranno la luce già dalla prossima stagione?

Sono già realtà.

Dalla prossima stagione avvieremo progetti inclusivi, laboratori aperti al territorio, e percorsi formativi professionali con le nostre Accademie. Non possiamo permetterci di aspettare: le nuove generazioni hanno bisogno oggi di strumenti, visioni e opportunità.

Moma Studios è una realtà di riferimento nel mondo della danza e delle arti performative.

Domanda cattivella… la danza non compare spesso in cartellone nei teatri e se compare è giusto per una replica a differenza delle pièces. Succederà anche al Teatro della Quattordicesima?

Assolutamente no.

Per noi la danza è linguaggio, corpo, verità. È parte integrante della nostra identità e avrà un posto importante in cartellone, non relegato a una replica occasionale. Vogliamo riportare la danza dove merita: sul palco e nel cuore del pubblico.

Dunque, cosa renderà unica la Vostra stagione teatrale 2025-2026?

L’apertura.

Vogliamo una stagione trasversale, multidisciplinare, accessibile. Con spettacoli teatrali, danza, musica, nuove drammaturgie e iniziative per le famiglie. Sarà una stagione “abitata”: dal pubblico, dagli artisti, e dalla comunità che cresce insieme al teatro.

In questa avventura sarai affiancato, per quanto riguarda la direzione artistica, da Simone Ranieri.

Come vi dividerete i compiti/obiettivi?

In questa avventura, con Simone Ranieri abbiamo deciso di unire le nostre visioni, esperienze e sensibilità per costruire una direzione artistica condivisa e complementare.

Lavoreremo fianco a fianco, ma ognuno porterà un focus specifico: io seguirò con più attenzione l’area delle produzioni e dei progetti speciali legati al territorio e alla formazione, mentre Simone Ranieri si concentrerà maggiormente sulla programmazione teatrale, musicale e sull’interazione con le compagnie ospiti.

Il nostro obiettivo comune è creare una stagione viva, contemporanea, che rispecchi la complessità del nostro tempo e che dia spazio tanto all’eccellenza quanto ai talenti emergenti.

Noi di MilanoTeatri siamo convinti che il Teatro della Quattordicesima possa anzi debba diventare un luogo sicuro e punto di incontro per le famiglie, dove genitori e figli potranno riscoprire insieme ed apprezzare uno spazio artistico educativo dove ispirarsi e – perché no – anche mettersi in gioco.

E noi, come sempre, saremo seduti in Prima Fila assieme a tutti voi!

TiTo

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