Nasce a Milano Casamondo, il primo festival che trasforma i cortili delle case popolari in palcoscenici vivi e partecipati, creando un ponte culturale tra gli abitanti dei quartieri ERP (Edilizia Residenziale Pubblica) e il resto della città.
Si parte dal 5 luglio 2025 per terminare il 28 settembre 2025.
L’iniziativa, ideata e curata dal Teatro Officina, rappresenta un progetto innovativo per abbattere l’isolamento sociale e valorizzare le storie individuali e collettive di chi abita in queste realtà.
Casamondo propone sei appuntamenti con quattro spettacoli principali, ciascuno con una prospettiva unica sulle esperienze dei quartieri ERP:
5 e 6 luglio 2025
Intrigo in via Celentano
produzione del Teatro Officina, scritta da Nalini Vidoolah Mootoosamy e diretta da Enzo Biscardi. Ambientata nelle case di via Celentano 1, intreccia il destino di un anziano residente e di una famiglia marocchina, narrando il cambiamento sociale con una storia vivace e partecipativa.
12 settembre 2025
Il Manto
compagnia Malviste, esplora il tema della cura e resilienza attraverso storie vere emerse da laboratori teatrali. Questo spettacolo coinvolge persone in condizione di fragilità, trasformando esperienze personali in un racconto artistico che genera empatia e connessione.
25 settembre 2025
La Zona
realizzato da ATIR, diretto da Stefano Orlandi, con drammaturgia di Omar Nedjari, riflette sulla memoria della Resistenza nel quartiere Stadera. Attraverso una finta conferenza teatrale, lo spettacolo mette in discussione il passato e il presente della Storia partigiana.
27 e 28 settembre 2025
C’è Vita nel Quartiere Beretta
produzione del Teatro Officina, racconta la storia delle case popolari tra via Cesana, Palmanova e Tarabella. Ripercorre le vicende storiche e sociali del quartiere, dai bombardamenti della guerra alla trasformazione multiculturale di oggi, coinvolgendo gli inquilini stessi nella costruzione del racconto.
Per saperne di più abbiamo contattato Daniela Airoldi Bianchi, responsabile progetti sociali del Teatro Officina, alla quale abbiamo chiesto; quando e perché nasce Casamondo?
Casamondo nasce nel 2022 grazie ad un Bando Cariplo denominato “Sottocasa” cui abbiamo partecipato per due anni con due progetti denominati Casamondo 1 (2022) che ha investito il plesso di case Erp di via Palmanova/via Cesana/ via Tarabella e nell’anno successivo le case Aler di via Celentano 1 e 2 (entrambi i plessi sono nella zona Nord di Milano, sono laterali di via Padova la via più multietnica della città).
In entrambi questi plessi abbiamo raccolto attraverso delle interviste le storie di vita degli inquilini, poi restituite grazie ad una drammaturgia teatrale al territorio con eventi spettacoli.
Si tratta quindi di teatro sociale realizzato con il coinvolgimento attivo degli inquilini. L’idea era di illuminare la vita di questa parte nascosta della città, le case popolari, in cui non si entra mai, che sono relegate ai margini.
Qual è la vostra mission grazie al festival Casamondo?
Il festival nasce con una duplice mission: mettere in contatto diversi plessi ERP disseminati in 5 diversi quartieri periferici promuovendo conoscenza reciproca e reti fra l’inquilinato e rendere questi cortili aperti alla città, porosi, non più spazi chiusi e monadici.
Quali le difficoltà, se ce ne sono, nel realizzare Casamondo?
Qui non si tratta di portare degli spettacoli già confezionati e calati dall’alto, ma di costruirli in una relazione di ascolto e restituzione delle narrazioni espresse dalle persone che vi abitano. Bisogna costruire relazioni fiduciarie e di ascolto. Laddove c’è un Comitato inquilini questa pratica è facilitata, ma in alcuni contesti non c’è nulla e nulla è mai stato fatto. Questo richiede un lavoro costante e di lunga lena.
Cosa vorreste che si portassero a casa gli spettatori alla fine di una serata con Casamondo?
La consapevolezza che le storie di vita popolare hanno un valore culturale, sono piccoli affreschi storici in cui in filigrana si possono leggere fenomeni sociali e storici, oltre che umani ed esistenziali. Viviamo in un’epoca in cui le interpretazioni/narrazioni provengono dall’alto e sono eterodirette (e non sempre è chiaro da dove e da chi provengono, fra l’altro). Dare valore, legittimità, autorevolezza alla propria esperienza di vita concreta, al proprio sguardo esperienziale sul mondo è una strada praticabile per generare un cambiamento sociale possibile.
Casamondo non si limita a un evento temporaneo: è un progetto pensato per generare una trasformazione duratura. Attraverso laboratori teatrali, archiviazione online e attività culturali, il festival crea una rete di relazioni che valorizza il protagonismo civico degli abitanti ERP e rafforza il sentimento di comunità.
Casamondo è più di un festival: è una visione che celebra il potenziale umano e culturale delle case popolari di Milano, trasformandole in luoghi di dialogo, creatività e riconoscimento reciproco.
Grazie al supporto di Fondazione Cariplo e alla collaborazione con realtà teatrali e sociali, questo progetto pone le basi per un futuro inclusivo e consapevole.
Perché si sa, il teatro sociale è sempre più uno strumento di connessione e cambiamento.
Buon festival,
TiTo
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