Recensione: “Tom Sawyer – il musical

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Un tuffo nel Mississippi della prima metà dell’Ottocento. Fin dall’apertura del sipario, “Le avventure di Tom Sawyer – il musical” riesce a trasportare il pubblico nel cuore della storia. Il merito va all’impegnativo progetto scenografico ideato da Emanuele Revalente, che ha curato anche la regia e l’adattamento del celebre romanzo firmato da Mark Twain nel 1876. Una casa in legno con porticato, seguita dalla leggendaria staccionata che il giovane Tom deve dipingere per punizione, accoglie gli spettatori.

Con una cornice del genere ci si aspetta un forte ritmo country, e le aspettative non vengono deluse: i brani di Daniel Montecolle alternano andamenti brillanti a ballate profonde, valorizzati dal talento dei performer. Nella scelta del cast, Revalente è stato attento anche all’aspetto visivo, che richiama le storiche illustrazioni del romanzo. Lo stesso regista interpreta Huckleberry Finn, ma a impressionare particolarmente è Renato Taranto nei panni di Tom: con il suo sorriso e la sua vivacità, l’attore restituisce perfettamente l’immagine di un ragazzino scaltro e ribelle, ma dal cuore grande. Come recita il testo di Montecolle, “Tom vuol navigare verso il suo mare ideale”, e Taranto esprime al meglio questo spirito sognatore.

A completare il terzetto di amici c’è Joe Harper, interpretato da Leonardo Ghini. Durante la loro fuga in cui giocano ad essere pirati, i tre regalano al pubblico uno dei brani più apprezzati del musical, accompagnato da una coreografia convincente. A questo proposito, il lavoro di Lorena Martini si inserisce fluidamente nella narrazione, anche se un palcoscenico più ampio avrebbe dato ancora più respiro ai balletti.

Un altro merito che va riconosciuto a Revalente è di aver curato con attenzione lo sviluppo dei personaggi anche dal punto di vista psicologico. In particolare Tom e la zia Polly, interpretata da Sara Persali, mostrano varie sfaccettature, cosa non semplice nei tempi teatrali. Il percorso di formazione del ragazzo appare evidente, e la zia lo accompagna con un amore profondo, cantato splendidamente nel brano dedicato alla sparizione del giovane. Nota di merito anche per Becky: l’attrice Sofia Azzarello cattura i riflettori grazie a una bellissima presenza vocale.

Se da un lato si scontra il mondo dei ragazzi e dall’altro quello degli adulti, alla fine si converge tutti verso un obiettivo comune. L’amicizia è il valore cardine che emerge, pur non mancando sfumature più cupe e gotiche, come nelle scene del cimitero.

In conclusione, Tom Sawyer si dimostra uno spettacolo perfetto per le scuole, ideale per avvicinare i più giovani al teatro musicale grazie a una trama avvincente e a musiche coinvolgenti. Non si tratta, però, di un’opera esclusivamente per l’infanzia: anche gli adulti sapranno apprezzarlo, ritrovandovi un nostalgico e lucido sguardo sulla giovinezza.

Ivan Filannino

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