La dolce guerra, più dolce di così si muore

In scena al circolo Arci Ohibò La dolce guerra, uno spettacolo selezionato come uno dei progetti ufficiali per le commemorazioni del Centenario della Prima Guerra Mondiale, a cura della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Struttura di Missione per gli Anniversari di interesse.

Elena Ferrari, Ada, e Mariano Arenella, Olmo, presentano un progetto essenziale nella scena e lineare nei contenuti. L’Italia del 1914, due giovani italiani alle prese con le loro ambizioni, l’insegnamento per l’una, il cinema per l’altro – strumenti culturali brutalmente deformati nelle catene della propaganda bellica.

Il paradosso di due vite incontratesi in una Torino febbricitante, sullo sfondo avanza la Grande Guerra portando con sè la necessità di risposte a un perchè, ahinoi, tanto attuale quanto irrisolto.

Una vicenda genuina, quella che si svolge sul palco, sostenuta da un interessante uso delle luci, particolarmente significativo nella narrazione. A corredo alcuni brevi video che, da un lato, inquadrano e definiscono il momento storico, dall’altro, accompagnano la vita dei due.

Personaggi che cambiano maschera – la voce – sotto gli occhi del pubblico, nonché abili narratori: non mancano di strappare sorrisi, partecipi di una recitazione sentita, nella cornice di una scena spaccata in due da dopo la separazione degli amanti; fra i fogli di una scuola lontana e silenziosa lei, fra la terra di fredde trincee lui.

Qualche imprecisione non ha scalfito il coinvolgimento in platea, un incipit dalle tinte ironiche apre uno spettacolo non privo di tensione, tenuto sospeso fra la leggerezza della quotidianità e una riflessione più ampia, frutto di una drammaturgia affatto saccente, schiettamente umana.

Arianna Lomolino

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