Teatro i: “Gli angeli dello sterminio”

angeli
foto Laila Pozzo

Dopo il grande successo di Erodiàs e dei Tre Lai, Teatro i prosegue il suo percorso nell’universo testoriano con una nuova produzione, Gli Angeli dello sterminio, ultimo scritto di Giovanni Testori, del 1992, che, in occasione della sua prima messinscena, verrà adattato teatralmente, grazie ad una drammaturgia originale.

Ne Gli Angeli dello sterminio, in uno scenario da fine del mondo, Milano – città amata e odiata dall’autore e protagonista di molte delle sue opere – sta per essere distrutta: angeli-motociclisti incendiano ogni cosa, il momento è terribile. Cinquanta centauri su moto Yamaha, con caschi bianchi e tute nere, tutti identici, invadono la città, lasciando, al loro passaggio, solo morte e distruzione. Tutto crollerà, persino la Cattedrale simbolo della città.

Renzo Martinelli sceglie un’impronta fortemente metateatrale per dare corpo e voce a questo breve romanzo, forse addirittura incompiuto: tre figure assistono e descrivono la fine incombente. L’ottimo Ruggero Dondi, attore di straordinaria esperienza, nei panni di un fantomatico regista/autore, conduce due giovani interpreti, Liliana Benini ed Emanuele Turetta, all’interno di un mondo in rovina, un paesaggio osceno e terrificante che diventa, al contempo, palcoscenico di uno stremante incontro-scontro tra generazioni.

L’azione si svolge davanti a una finestra. Dalla finestra si può vedere Milano. L’intera visione della città, fin nei suoi più piccoli anfratti, in tutti i dettagli.
Chi si affacciasse a quella finestra, magari con un bicchiere di champagne in mano, vedrebbe la Milano di tutti i giorni, così come è stata e come è oggi.
Il luogo è sempre lo stesso. Neutro. Un crocefisso caduto a terra. Una porta sul fondo, che dà sull’esterno.
Un esterno che, di colpo e per frammenti, cade e accade all’interno, coinvolgendoci.
Ma è impossibile tollerare, o comprendere, l’immagine della distruzione: troppi i morti, troppe le voci. Come dar loro una narrazione o un senso?

Il testo diventa la smascherata messinscena del romanzo e della distruzione che descrive. Dell’Apocalisse raccontata niente accade davvero.
Tutto è finto, eterno, congelato nell’unità di tempo luogo e azione. Tutto è immobile nel suo svolgersi, bloccato in un punto indefinibile in cui passato, presente e futuro coincidono, un punto senza ritorno. Come se l’unica realtà possibile, in questo tempo senza tempo, al limite tra dentro e fuori e tra vero e finto, fosse essa stessa un’Apocalisse.
Dio non c’è. È morto. O forse non è mai esistito.

GLI ANGELI DELLO STERMINIO
di Giovanni Testori
drammaturgia di Francesca Garolla e Renzo Martinelli
con Ruggero Dondi, Liliana Benini, Emanuele Turetta
regia di Renzo Martinelli

DOVE? Teatro i

QUANDO? dal 10 al 29 maggio

PREZZI: intero 18€, ridotti 12/11,50/9 €

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