Polli da volo: ospiti Caterina Carpio e Proxima Res

caterina carpio
foto di Giuseppe Di Stefano

l Gallus Sinae è un uccello domestico, allevato per moltissimi scopi, meglio noto come “pollo”.
È però celebre per non essere in grado di volare. Se non per piccoli tratti.
Per qualche piccolo slancio di necessità.
Il “Pollo da volo” è invece una razza strana, socievole, selvatica, che sfida la natura.
Cercherà sempre, giorno per giorno, di volare.
Anche se gli allevatori, da oltre un recinto lontano, continueranno ad urlare che non serve.
La rubrica “Polli da volo” nasce con l’intento di sostenere e dare voce agli esercenti dello spettacolo, messi
in difficoltà dall’attuale, terribile, tragedia che sta colpendo tutti. Tutti costoro, sono Polli da volo.
Se per oggi non si vola, domani si vedrà.

PUNTATA 11: CATERINA CARPIO E PROXIMA RES

Chi siete?
Sulla carta la Proxima Res è un’associazione culturale nata a Milano nel 2009 per desiderio del regista Carmelo Rifici e del coreografo danzatore attore Alessio Maria Romano, ma fin da subito la realtà della Proxima Res si è presentata molto ricca e articolata.
La Proxima Res è un centro di produzione teatrale: produciamo spettacoli con una particolare predilezione per la drammaturgia inedita contemporanea italiana, da sempre il nostro principale interesse. Come lo è stato e lo è la formazione: Proxima Res è un centro di formazione dal 2013, anno in cui abbiamo inaugurato la nostra scuola di teatro che ad oggi ha al suo attivo quattro corsi, laboratori e stage tenuti non solo da noi, ma anche dai più qualificati inseganti e maestri.
proxima resNon siamo una compagnia, piuttosto un gruppo, un luogo d’incontro, di condivisione d’idee e progetti. La direzione artistica è affidata a Tindaro Granata ma la Proxima Res siamo tutti noi soci fondatori: Mariangela Granelli, Francesca Porrini, Margherita Baldoni, Emiliano Masala, Michele Panella, che quest’anno si è felicemente unito a noi, e la sottoscritta Caterina Carpio, che in questo articolo cerco di dare voce anche ai miei soci. Ognuno con la propria storia e il proprio percorso artistico. Siamo attori, registi, drammaturghi, scenografi, costumisti, pedagoghi, che ogni giorno, in un continuo confronto, tentiamo di portare avanti una comune visione del teatro. Progettiamo spettacoli, nuove scritture, ma anche nuove modalità di comunicazione sul territorio, sostenuti anche dalle nostre preziose collaboratrici che si occupano dell’amministrazione, della distribuzione e della scuola.
La Proxima Res è presente nel territorio milanese con la sua scuola di teatro, ma anche come “casa” per giovani artisti che iniziano ad affacciarsi nel mondo teatrale, una casa aperta a coloro che cercano un luogo in cui portare avanti una personale ricerca in ambito artistico. Ci piace conoscere le giovani realtà, confrontarci con le nuove generazioni, creare corto circuiti che ci destabilizzano e ci forniscono nuovi stimoli, amiamo ospitare, dare residenza, ascoltare.

Qual è la vostra poetica artistica, la vostra missione?
Ognuno di noi proviene da una formazione diversa, siamo anime diverse, credo quindi che l’identità della Proxima Res sia profondamente legata alla nostra progettualità. Sono i progetti che ci fanno camminare insieme e che, quasi senza volerlo, creano una poetica, sempre se di poetica si può parlare.
L’attenzione per la nuova drammaturgia contemporanea italiana, la produzione, la formazione artistica, sono i nostri principali interessi.

Come state vivendo questa situazione d’emergenza? Come vi ha cambiati e che problemi vi sta dando? 
Non vi nascondo la nostra preoccupazione per la situazione attuale. Siamo una realtà ormai forte e riconosciuta dal punto di vista artistico, ma rimaniamo una piccola realtà dal punto di vista economico. Gli unici sovvenzionamenti ricevuti quest’anno sono il contributo prezioso del comune di Milano, ma per il resto viviamo soprattutto delle vendite degli spettacoli, grazie alle quali paghiamo gli stipendi delle nostre dipendenti e cerchiamo di mettere da parte qualcosa per i progetti futuri. La scuola invece ci permette di pagare l’affitto dello spazio e gli insegnanti. Ovviamente in questo tempo di emergenza la vendita degli spettacoli è impensabile, nessuno riesce ancora solo ad immaginare il futuro teatrale di questo paese. E la scuola è giustamente chiusa. Per ora stiamo usufruendo della cassa integrazione per le dipendenti e la sospensione delle lezioni ha comportato un vero e proprio ripensamento della nostra didattica. Ogni giorno ci chiediamo quanto ancora possiamo continuare senza avere entrate. A ciò si aggiunge che aspettiamo soldi da vendite precedenti che chissà a questo punto quando vedremo. Proxima Res continua a dialogare, ad avere idee, a progettare, perché è quello che siamo, è la nostra natura. Ma non voglio indorare la pillola, la situazione per associazioni o compagnie come noi, si fa ogni giorno più difficile.

State offrendo delle proposte alternative allo spettacolo dal vivo? 
No, lo spettacolo è dal vivo e non dallo schermo. Riteniamo però sia giusto e doveroso mantenere un costante rapporto con gli allievi, consapevoli che la didattica online non ha nulla a che vedere con quella svolta in sala o sul palcoscenico. Siamo restii all’insegnamento della recitazione per via telematica, ma offriamo percorsi comunque importanti, di approfondimento. Negli incontri settimanali i ragazzi sono impegnati nella lettura del testo che affronteranno inseguito, registrano ogni giorno un capitolo di un romanzo, si cimentano nella scrittura, guardano spettacoli che diventano dibattito condiviso.

Cosa vi augurate per il futuro, per voi operatori dello spettacolo? 
Che l’emergenza non ci lasci fuori. Saremo l’ultimo settore a ripartire e allora che questa sia l’occasione per ripensare l’intero sistema teatrale, anche quello riguardante le associazioni culturali come la nostra. Non siamo una compagnia sostenuta dal Ministero, eppure dobbiamo sostenere gli stessi costi, le stesse gravose spese. Questo non è più accettabile se si vuole continuare a dar voce ad una pluralità di linguaggi artistici, linfa vitale per la cultura del nostro paese. Ci piacerebbe un futuro in cui la vendita degli spettacoli non sia soggetta solo a logiche di scambio o commerciali, anche perché abbiamo constatato come il pubblico si interessi e appassioni alla professionalità, alla ricerca, alla cura e non solo “al nome in cartellone”.
Ci auguriamo, come molti, di essere riconosciuti, ma soprattutto sostenuti. Ci immaginiamo liberi di progettare spettacoli ed eventi, di portare avanti iniziative in cui crediamo senza dover fare sempre, come si dice in gergo, “i conti della serva”, senza avere l’ansia e la paura di non arrivare a fine anno. Siamo grati al numeroso pubblico che in questi anni ci ha accompagnato e sostenuto durante il nostro percorso, è grazie a loro se oggi Proxima Res è una comunità creativa e viva. Ma il nostro pensiero va anche a tutti gli amici artisti che hanno insistito per ospitarci nei loro teatri, che hanno creduto in noi, che si sono fatti da tramite con il pubblico. Grazie, è solo con il sostegno e la fiducia reciproci che possiamo crescere ed affrontare la dura battaglia che ci aspetta nei prossimi mesi.

A cura di Irene Raschellà
Grafica di Ginevra Lanaro

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