Torna, al Teatro Elfo Puccini, lo spettacolo Il martedì al Monoprix (dal 9 al 20 giugno 2025), scritto da Emmanuel Darley, la versione italiana è stata tradotta e adattata da Raffaella Morelli, che ne firma anche la regia. In scena Enzo Curcurù nei panni della transessuale Marie-Pierre.
“Il tema della transessualità, in questa pièce, si pone – queste le parole di Raffaella Morelli – come un pretesto per parlare, più in generale, della non-accettazione della diversità”
Un confronto/scontro dove emerge il conflitto, malgrado tutto l’amore di una figlia (ex figlio) e il padre. Un rapporto difficile e appassionato dal quale affiora il dolore comune per una doppia perdita: perdita del padre che in Marie-Pierre non riconosce e non accetta la nuova identità del suo unico figlio maschio Jean-Pierre e perdita di Marie-Pierre, privata per questo dell’amore di suo padre.
Per saperne di più ho contattato l’amico Enzo Curcurù al quale ho chiesto; chi è Marie-Pierre?
È una donna cresciuta nel corpo di un uomo di nome Jean-Pierre che è finalmente riuscita a darsi la possibilità di essere se stessa affrontando il mondo che la circonda con l’immagine più autentica di sé.
Se posso, cos’è rimasto di Jean-Pierre in Marie-Pierre?
Jean-Pierre e Marie-Pierre sono la stessa persona.
Jean-Pierre è Marie-Pierre travestita da uomo, impacciata e goffa, in abiti e convenzioni che non le appartengono. Di Jean-Pierre forse le è rimasto un po’ di malinconia e di ombre.
Invece chi è suo padre?
Monsieur Francesco è un uomo comune, immigrato in Francia da ragazzo per lavorare, di origini umili che ha vissuto una vita un po’ misera sicuramente per ragioni economiche ma anche perché non conosceva altre possibilità di vita. Ha costruito tutto il suo percorso con dedizione provando a seguire tutti gli insegnamenti ricevuti intrisi di patriarcato. È ottuso e vittima della sua solitudine. Ha pochi amici, ha difficoltà a mettersi in relazione, si è dedicato solo al suo lavoro e alla sua famiglia riponendo nel suo unico figlio tutte le aspettative di successo e riscatto. Ha amato molto suo figlio Jean-Pierre e lo cerca, lo cerca disperatamente dietro il trucco di Marie-Pierre, è deluso e scoraggiato soprattutto dopo la morte di sua moglie l’unica in grado di gestire il suo pessimo carattere.
Cosa fanno “il martedì”?
Il martedì, Marie-Pierre va a casa di suo padre, rimasto ormai solo, a prendersi cura di lui, a fare le faccende domestiche, ma soprattutto il martedì vanno a fare la spesa al Monoprix.
Per Marie-Pierre è una sorta di debutto in società nei luoghi che la conoscevano come Jean-Pierre dove deve imbattersi nella diffidenza e negli sguardi che le “sbirciano i contorni” con curiosità morbosa, ma anche con totale indifferenza come a voler escludere la possibilità della sua esistenza.
Sempre se posso, com’è stato il rapporto con il tuo di padre?
Mio papà era un uomo molto buono, un gran lavoratore che non si è concesso molto nella vita, è stato il mio primo sponsor, ha sempre sostenuto ogni mia scelta.
Tornando allo spettacolo.
In questa pièce, il tema della transessualità si pone come un pretesto per parlare della non-accettazione della diversità. Ti sei mai chiesto perché fa tanta paura, la diversità?
È per me un mistero, non capisco perché la vita e l’intimità dell’altro possano ledere la propria, le scelte identitarie, sessuali, lo stile di vita… per fortuna dopo tanti anni si ha finalmente la possibilità di essere quello che si è… come se fosse contro natura non rientrare nella percentuale di popolazione eterosessuale.
Ma ormai nel 2025 dovremmo aver capito che è la natura stessa ad avere migliaia di varianti, che sono sempre esistite e che continueranno ad esistere.
Ho visto recentemente a Milano dei cartelloni che si opponevano all’educazione sessuale insegnata da persone non eterosessuali, come se parlarne potesse deviare le menti delle nuove generazioni… come se conoscere la possibilità di altre forme di genere possa confondere o addirittura “compromettere” gli uomini e le donne di domani. Trovo veramente ridicolo pensarlo, scriverlo e addirittura farne una campagna pubblicitaria. La tua identità è dentro di te, bisogna solo imparare ad ascoltarla. Conoscere, uscire dal tunnel del pregiudizio fa vivere meglio tutti. Arriverà il giorno in cui la propria identità di genere sarà un dettaglio come tanti altri; come avere i capelli castani o gli occhi azzurri. Perché è proprio di questo che si tratta, dettagli che dovrebbero essere considerati tali.
La diversità implica ricchezza, non indebolimento.
A tutte quelle persone che non la pensano come noi, la risposta la potremmo trovare nello spettacolo Il martedì al Monoprix?
Beh, è un compito arduo, io mi limito a raccontare una storia.
Una storia intima di un rapporto tra padre e figlia dove le aspettative sono state tutte disattese… poi è lo spettatore che deve trarre le sue conclusioni portandosi a casa quello che la propria sensibilità ha catturato in 70 minuti di spettacolo.
Essendo una soggettiva di Marie-Pierre, facendo un viaggio nel suo mondo, potrebbe essere un grande esercizio di empatia con tutto quello che deve subire semplicemente per essere quello che è.
Quant’è importante il ruolo del teatro nella lotta contro l’omofobia?
Come ogni forma d’arte il teatro racconta senza spiegare, parla direttamente all’anima e all’istinto seduti in platea ci si catapulta in un’altra dimensione dimenticandosi della propria.
È forse la formula più efficace per tornare puri. Ma forse questo è quello che succede a me da spettatore…
Ma è proprio un’esigenza dell’essere umano rappresentare e rappresentarsi, lo fa da sempre, forse per capire, per consolarsi o semplicemente per intrattenersi, ma credo che non ci sia intelligenza artificiale che tenga, almeno lo spero!
Dovesse esserci tra il pubblico Marie-Pierre cosa le vorresti dire?
Io sono innamorato di Marie-Pierre, della sua dolcezza, della sua forza del suo rigore.
Mi piacerebbe restituirle tutta la sua luce e il suo profumo… La guarderei, davvero, semplicemente facendola sentire finalmente a casa.
Invece dovesse esserci il padre, cosa vorresti che si portasse a casa grazie allo spettacolo Il martedì al Monoprix?
Facendo il padre mi sono ispirato a mio nonno.
Era un uomo con un pessimo carattere, analfabeta e arrabbiato perché la vita non gli aveva offerto molto, a parte i suoi figli che non ha saputo amare. Facevo fatica ad entrarci in relazione, ma ogni volta che li accompagnava al binario, sul treno che li avrebbe portati a casa… i suoi occhi si riempivano di lacrime, chissà cosa conteneva davvero, che insofferenze si infliggeva!
Vorrei restituire a Monsieur Francesco una sua dignità, non voglio raccontare un padre cattivo, lui proprio non riesce a comprendere, ci prova ma non ha gli strumenti non essendo stato educato a nessun tipo di educazione sentimentale. Sicuramente guarderebbe lo spettacolo immobile, senza fiatare, si commuoverebbe molto ma con il volto bagnato direbbe che non gli è piaciuto.
Enzo Curcurù cosa si porta a casa?
Un’esperienza che mi accompagna da tempo e che resterà sempre nella mia memoria.
Ho la possibilità di raccontare questa storia come se mi appartenesse ormai… non ha una trama avvincente o colpi di scena mozzafiato è forse anche un testo un po’ datato, per alcuni aspetti, ma è ricco di tanti piccoli momenti fragilissimi che spero di restituire con tutta la loro potenza.
Concludendo.
A chi vogliamo consigliare la visione dello spettacolo Il martedì al Monoprix (non mi dire a tutti… o se mi dici a tutti almeno il perché!)
Tutti noi abbiamo avuto un momento d’incomprensione con i propri genitori, qui si parla di transessualità ma è semplicemente un pretesto per rappresentare un confine invalicabile tra padre e figlia.
Consiglio lo spettacolo a chi ha voglia di dare ascolto a tutti quei pensieri che abitavano la nostra infanzia, quelle frasi che avresti voluto dire o chiedere ma che non riuscivi o non potevi dire.
È la rappresentazione di quegli amori enormi, come può essere quello che si prova per un genitore, da far venire il cuore gonfio, che rimangono inespressi solo per la grande difficoltà di comunicare.
Rappresentata per la prima volta al Thèatre Ouvert di Parigi nel 2010, Il martedì al Monoprix (Le Mardi à Monoprix) ha riscosso un clamoroso successo di pubblico, tanto da essere presentato anche ai Festival di Avignone ed Edimburgo, dove ha ricevuto un grande apprezzamento da parte della critica internazionale.
La scrittura commovente di Darley e la sensibile interpretazione di Enzo Curcurù, nel doppio ruolo del padre e della figlia, danno vita a una coppia di personaggi vividi: un padre imprigionato nella sua diffidenza e un figlio alla conquista della sua identità.
Teatro Elfo Puccini – Sala Baush
dal 9 al 20 giugno 2025
Buona serata a Teatro,
TiTo
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