Tropicana: il sogno rimane un canone classico

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Indubbiamente divertente la messa in scena dello studio sullo spettacolo “TROPICANA” fatto al PIMOFF da FRIGOPRODUZIONI.

Sebbene frutto di soli 10 giorni di prove ciò che è andato in scena è più di un semilavorato.

L’attuale struttura dello spettacolo, ben delineata, è l’esito di almeno tre buone intuizioni.

La prima è la suddivisione dello studio su diversi piani narrativi (3 come ci viene ricordato durante lo spettacolo) che dà allo spettatore una visione pluridimensionale dello progetto.

Si vedono i quattro attori durante le prove: Daniele Turconi, Salvatore Aronica, Francesco Alberici, Claudia Marsicano. Si vede il “Gruppo Italiano” (interpreti di “TROPICANA”) che predispone la canzone ed infine si vede “la canzone” ed i personaggi che la popolano. Il tutto orchestrato da tre soli giochi di luce.

La seconda intuizione è legata ad una sfida: introdurre in un processo drammaturgico la canzone “TROPICANA” che nell’estate del 1983 si contende il titolo di canzone più spudoratamente stravagante con “VAMOS A LA PLAYA” (Righeira).   La singolarità del testo fa di ”TROPICANA un tema inusuale per il teatro (anche se, esagerandone il peso specifico, ci fu ai tempi chi l’annoverava tra le canzoni pacifiste) e pur partendo dal pretesto del sogno (primo verso della canzone) non è per nulla semplice riprodurre i quadri apocalittici offerti:  “la lava incandescente cremava gli hula hop, l’uragano travolgeva i bungalow. Noi stavamo li: dimmi non ti senti come al cinema?” Tutta questa difficoltà è la leva che rendere agevole il passaggio tra i piani narrativi e dà il via ai vari processi comici che si innestano nella “performance

La terza intuizione è arrivata, forse, prima di tutte. Ed è il gruppo. Un gruppo artisticamente affiatato con tanta voglia di mettersi in gioco in cui si trovano propensione all’ascolto, disponibilità verso il pubblico, capacità d’improvvisazione.

Ottima idea quella del BIS! Sui saluti finali a richiesta del pubblico gli attori si sono prestati ad una seconda esibizione. Peccato non sia stata portata fino in fondo. Già si stava prefigurando un altro divertente spettacolo con altre tensioni ed altri ritmi.

Anche se “in fieri” questo “TROPICANA” è molto divertente. Ma di quel raro divertimento che accomuna scena e platea.

Ci sono ancora 40 giorni di residenza e prove per consolidare il progetto. Il lavoro potrà essere lo sviluppo di ciò che si è visto negli scorsi giorni o prendere vie divergenti. In ogni caso aspettiamo con trepidazione il risultato finale.

 

Roberto DE MARCHI

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