Ha debuttato a luglio al Tanznacht Festival di Berlino il nuovo lavoro di Dewey Dell, collettivo composto da Teodora, Agata e Demetrio Castellucci insieme ad Eugenio Resta.
Hamlet —coproduzione targata Triennale Milano Teatro — è una riflessione profonda sul concetto di figlio: essere figli è una caratteristica imprescindibile all’esistenza umana. Nasciamo da altri, da cui ereditiamo un’origine e da cui impariamo a vivere procedendo per modelli imitativi, proprio come alcuni animali. I figli degli esseri umani però, a un certo punto della loro vita, devono liberarsi da ciò che gli altri, esplicitamente o segretamente, avevano in piano per loro: se questo riscatto non avvenisse, la vita di chi nasce si consumerebbe nell’affanno cieco di dover rientrare in un disegno, invasivo o latente, che non gli è mai appartenuto.
Al centro della riflessione di Dewey Dell c’è il personaggio di Amleto, incastrato in un comando di vendetta che il proprio padre gli ha imposto, ma che lui non riesce a portare a termine fino all’ultima scena della tragedia, quando ormai è troppo tardi. Dall’impossibilità del figlio Amleto ad agire si sviluppa l’idea dello spettacolo, che vorrebbe tradurre in immagini il difficile processo di individuazione di una persona. La ricerca coreografica muove dal concetto di corporeità che accomuna i riti di possessione di tutto il mondo, senza avere l’intenzione di replicare o peggio di imitare nessuna di queste pratiche cultuali: la condizione corporea che si riscontra nelle trance di possessione – in particolare in quelle che prevedono una lacerante separazione tra persona e alterità, piuttosto che un’unione mistica con la divinità – è infatti molto simile a quella mentale di Amleto. Non essere se stessi, uscire da sé, diventare niente e nessuno in modo tale da poter offrire il proprio corpo a qualcun altro – un’alterità che varia a seconda della cultura – che entrerà e cavalcherà il corpo. In questa abnegazione totale si perde temporaneamente la capacità di sentirsi, di decidere e di esserci.
In occasione dello spettacolo, mercoledì 15 dicembre alle ore 20.45 la compagnia sarà impegnata in un dialogo con Marinella Guatterini, docente di Teoria ed Estetica della danza alla Scuola Paolo Grassi. L’incontro, inserito nel Public Program di Triennale Milano, è a ingresso libero fino ad esaurimento posti.
HAMLET
ideazione Dewey Dell
coreografia Teodora Castellucci
con Ivan Björn Ekemark, Dylan Guzowski, Layton Lachman
DOVE? Triennale Milano Teatro
QUANDO? 15 e 16 dicembre ore 19.30
PREZZI: intero 15€, ridotto 11€, studenti 8€
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