Teatro Out Off: “Il sogno di un uomo ridicolo”

il sogno di un uomo
Foto Erica Falcinelli

Torna all’Out Off lo spettacolo che questa primavera ha fatto discutere e ha appassionato il nostro pubblico “Il sogno di un uomo ridicolo” con la regia di Lorenzo Loris e uno strepitoso Mario Sala. Un racconto fantastico, scritto intorno al 1876 da Dostoevskij, che riesce a parlarci ancora oggi della necessità dell’utopia proprio in un momento in cui il futuro, più che un sogno fantastico, è un incubo distopico. Per Dostoevskij l’uomo deve porsi degli obiettivi positivi perché la felicità sulla Terra può esistere e cercarla non solo ha senso, ma è forse l’unica cosa che abbia senso fare.

Nel suo percorso di questi ultimi anni, tutto incentrato sui rapporti fra letteratura e teatro, fra parola scritta per essere letta e parola scritta per essere detta, Lorenzo Loris si era già imbattuto in Dostoevskij nel 2015 con il suo lucido e sognante allestimento de Le notti bianche. Dai soprassalti emotivi dei due protagonisti di allora, da quell’intero attimo di beatitudine concesso dalla bella Nasten’ka al suo impossibile amante, ci si porta ora con questo Sogno di un uomo ridicolo a un racconto per una voce sola, in cui quell’attimo si dilata però fino a raggiungere dimensioni cosmiche, e quella beatitudine si fa redenzione. La parola, qui, è già monologante, pronta per l’uso per così dire, in un racconto tutto scritto in prima persona, con un protagonista forte, evocativo in ogni suo gesto e in ogni sua parola. Quasi a dimostrare, come l’attento e instancabile lavoro di Loris sembra volerci suggerire, che questi due mondi, letteratura e teatro, possono felicemente travasarsi l’uno nell’altro in modo quasi osmotico, e in questo trasvolare dalla pagina al palcoscenico la parola letteraria vibrare di nuove risonanze.

Dostoevskij concepisce Il sogno di un uomo ridicolo come un racconto fantastico, scritto intorno al 1876 e inizialmente inserito nel Diario di uno scrittore. Un uomo ripercorre la sua vita e le ragioni per cui si è sempre sentito estraneo alla società. Ogni interesse, ogni impulso vitale sembra in lui ormai drammaticamente destinato a esaurirsi nel nulla, quando ecco la svolta salvifica presentarglisi in forma di sogno, suggerendo un’improvvisa quanto inaspettata opportunità di riscatto. Il racconto decolla così assieme al suo protagonista, si sposta di piano e approda in altri mondi: le anguste pareti di una povera stanza in affitto esplodono letteralmente nello spazio, e una rivelazione di trascinante potenza si offre disinteressata agli occhi dell’uomo con la forza di una resurrezione per il suo corpo segnato dal dolore e dalla sconfitta. La felicità sulla Terra può esistere, e cercarla non solo ha senso, ma è forse l’unica cosa che abbia senso fare. Ora l’uomo ridicolo lo sa, l’ha vista e toccata con mano, il suo sogno gliel’ha inequivocabilmente mostrata, e ciò che si è visto c’è, non può non esserci. La sua condizione non gli è più di peso, e il tempo della sua vita ora è un tempo pieno, un tempo di parole da regalare, di semplici verità da confidare, senza patemi, a chi, casomai, tra una risata e l’altra le volesse ascoltare.

IL SOGNO DI UN UOMO RIDICOLO
di Fëdor Dostoevskij
Traduzione e drammaturgia di
Fausto Malcovati e Mario Sala
regia Lorenzo Loris
con Mario Sala

DOVE? Teatro Out Off

QUANDO? dall’11 al 22 dicembre

PREZZI: 18 Euro – costo prevendita e prenotazione 1,50/1,00 Euro

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