Recensione: “Malinconico – Moderatamente felice”

malinconico
foto M.Giusto

Romanzo, serie tv e ora anche spettacolo teatrale. La storia dell’avvocato Vincenzo Malinconico continua ad essere raccontata in varie forme artistiche. Massimiliano Gallo porta sul palcoscenico il fortunato personaggio dell’avvocato Vincenzo Malinconico nato dalla penna di Diego De Silva e reso famoso dalla serie tv di Rai 1. Uno spettacolo ideale per chi si era già appassionato alle vicissitudini del legale salernitano che rappresenta l’opposto del classico avvocato da piccolo schermo alla Perry Mason. I fallimenti e gli errori fanno giustamente parte della sua vita, ma la ricerca della felicità non lo abbandona mai. Davanti a questa imperfetta umanità è difficile non affezionarsi a Vincenzo e tifare per lui.

Sul palco la prosa si mischia alla commedia musicale con canzoni e musiche dalle tinte blues. La scenografia su più livelli ideata da Luigi Ferrigno facilita lo scorrere della storia che può benissimo essere apprezzata anche da chi non conosce il personaggio. Ci troviamo davanti a una serie di situazioni e sketch con protagonista l’avvocato d’insuccesso. Ci sono monologhi interiori, dialoghi con un apprendista angelo custode, si passa dalla vita professionale in tribunale a quella privata tra litigi con l’attuale fidanzata e l’indimenticata ex.

Risate e poesia

Massimiliano Gallo (anche regista) è semplicemente perfetto nella sua interpretazione. I monologhi sono intensi al punto da lasciare senza fiato, i dialoghi veloci e concitati. Il resto del cast è all’altezza del protagonista con gli attori chiamati ad interpretare più di un ruolo nel corso della pièce. Su tutti Biagio Musella che veste i panni, anzi le ali, dell’angelo e dell’assistente Bigodino. Altrettanti applausi vanno a Eleonora Russo, Diego D’Elia, Greta Esposito, Manuel Mazia. Alcuni degli incontri fatti dall’avvocato sono al limite dell’assurdo e trascinano il pubblico a fragorose risate, altri sono emozionanti e delicati come i confronti con la figlia acquisita Alagia. Lo spettacolo può dare l’impressione di non avere una trama definita, ma il filo conduttore è proprio la quotidianità, gli incontri e gli ostacoli che si pongono davanti a Malinconico. Si ride, ma dietro quelle risate si nasconde tanta poesia che parla di solitudine, amore e passare del tempo.

Ivan Filannino

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