“Mutuo soccorso”: intervista a Francesco Brandi

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Dopo “Buon anno, ragazzi”, il Teatro Franco Parenti torna a produrre e ospitare un nuovo testo di Francesco Brandi diretto da Raphael Tobia Vogel con in scena, oltre allo stesso autore anche Silvia Giulia Mendola, Miro Landoni e Daniela Piperno. “Mutuo soccorso” è ambientato in un condominio con protagoniste due coppie provenienti da generazioni diverse, una più giovane ha appena pagato la prima rata del mutuo, la seconda più matura lo ha appena estinto e si prepara a festeggiare con gli amici. Tra di loro anche un cane un po’ troppo rumoroso che farà esplodere lo scontro.

“Ho scritto questo testo un anno a cavallo tra l’estate e il secondo lockdown – racconta Francesco Brandi – Volevo mettere a confronto due generazioni, due coppie all’interno di un condominio con una problematica comune. Il testo risente del lockdown ma io lo immagino ambientato tra due o tre anni. Mi piace scrivere partendo da intuizioni di vita reale e siccome nel mio condominio c’era questo cane particolarmente rumoroso ho immaginato che fosse proprio un cane a creare il problema tra le coppie diventando motivo prima di scontro e poi di incontro”.

Il condominio è un’ambientazione spesso ricorrente nelle commedie e nelle sit-com, cosa piace di questo luogo?
“Io sono molto affascinato dai condomini. Una villa isolata o una casa al mare non mi danno ispirazione, non mi dicono nulla a livello umano mentre se vedo un condominio, a prescindere dalla zona ricca o povera, immagino un mondo intero, un contenitore di vitalità, di disperazione, di povertà, di ricchezza, di risate, di pianti”.

Pensi che le generazioni di cui parli siano davvero cosi in contrasto tra loro?
“Io sono convinto che non esista un discorso generazionale ma un discorso di persone, si può essere molto vecchi a vent’anni e molto giovani a settanta. Credo che le generazioni emergono quando si parla di classe dirigente, io compio 39 anni a dicembre e quelli della mia età non sono riusciti ad esprimere una classe dirigente, chi ci ha provato ha avuto poca fortuna. Il concetto di generazione è più politico che reale. In questo spettacolo il personaggio che mi somiglia di più è quello dell’uomo più anziano e non quello che interpreto io sul palco. Quello che mi piace pensare davvero, e che credo che serva a questo paese, è una pace tra la mia generazione e quella che l’ha preceduta”.

Con quali aspettative e speranze inizi questa stagione teatrale?
“Intanto spero che possa anche arrivare al termine visto quello che è successo l’anno scorso. Siamo rimasti tanto tempo fermi quindi anche solo fare delle prove e degli spettacoli per me è già un passo avanti. Prima della pandemia ero molto più agitato per il debutto, molto più teso, adesso dentro di me c’è una serenità, una pace interiore, che un po’ mi preoccupa perché non sono abituato, ma mi fa capire che sono cambiato. Questo blocco forzato di un anno e mezzo ha devastato tante persone, però il fatto di aver resistito, di non aver cambiato mestiere, di essere ancora qui a poter recitare mi ha messo dentro una calma nuova. Sono felice di poter condividere questi momenti con miei colleghi, con Raphael, con il Teatro Franco Parenti e quando arriverà il giorno ovviamente anche col pubblico. Sono molto sereno e molto felice, cosa che non succedeva fino all’anno scorso. Non mi sono mai goduto neanche i momenti più belli, ho sempre chiesto scusa se facevo l’attore se facevo il drammaturgo, adesso comincio a godermeli, a godermi le persone a cui voglio bene che mi apprezzano e quindi sono felice. Serviva una mazzata del genere per migliorarmi da un punto di vista psichiatrico”.

Ormai vivi a Milano da diversi anni, percepisce la voglia di ripartire anche a livello culturale?
“Milano è una città fantastica da questo punto di vista, ha preso una mazzata fortissima perché la maggior parte dei morti di Covid sono tra Milano, Bergamo e Brescia ma vedo che c’è un’energia immensa, che sta ripartendo, vogliosa e determinata. Inoltre Milano è la città del teatro, la gente riempe le sale, ti è grata, e non sa quanto noi siamo grati a loro. Sono molto ottimista da questo punto di vista perché è una città che ama la cultura grazie soprattutto al lavoro fatto dalle amministrazioni comunali”.

Grazie a Francesco Brandi per la disponibilità e ricordiamo che Mutuo soccorso sarà in scena al Teatro Franco Parenti dall’8 al 24 ottobre.

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