Il Prometeo di Conte riabilita l’essere umano

prometeo

Il Teatro della Tosse di Genova porta per la prima volta a Milano “Prometeoedio”, lavoro impegnativo e interessante andato in scena al Teatro Menotti.

A firmare l’adattamento della tragedia attribuita ad Eschilo è il regista Emanuele Conte, protagonista Gianmaria Martini, autore di una grande prova sia attoriale sia fisica che lo tiene incatenato sul palco per l’intera durata dell’opera.

Come spiegato dal regista in una recente intervista, “Prometeoedio” chiude la cosiddetta trilogia del poter iniziata con Antigone di Anouilh e proseguita con Caligola di Camus. Una chiusura più che mai azzeccata perché mette in scena la più potente ribellione immaginabile, quella contro Dio.

Prometeo riabilita il genere umano, elenca i suoi pregi e le sue meravigliose invenzioni in opposizione ai vizi e ai soprusi delle divinità. Un personaggio che non tradisce i suoi valori e i suoi ideali nemmeno di fronte al più crudele dei supplizi.

L’adattamento di Conte fa la differenza e riesce a rendere unico lo spettacolo in ogni suo dettaglio partendo dalla scenografia, un’imponente impalcatura di ferro costruita su due piani che annulla di fatto il palcoscenico con i personaggi gioco forza costretti a recitare anche in platea. Il ferro è uno degli elementi fondamentali dello spettacolo, il ferro dell’impalcatura, delle catene che imprigionano Prometeo, delle spade e del martello di Efesto. Uno scenario che si può definire post apocalittico, quasi cinematografico, amplificato da importanti accorgimenti come le voci modificate e una colonna sonora industrial rock.

Altro merito da riconoscere al regista quello di aver reso il linguaggio alla portata dello spettatore moderno e di aver racchiuso l’opera in un’ora di spettacolo creando così un’intensità che non ha mai allentato l’attenzione del pubblico.

Sul palco, oltre al già citato Gianmaria Martini, anche Enrico Campanati, Alessia Pellegrino, Pietro Fabbri e Roberto Serpi a cui spetta il compito di smorzare la tensione e regalare qualche sorriso interpretando il Coro delle Oceanine. Impossibile poi non citare i bellissimi costumi di Daniela De Blasio.

In un periodo in cui prostrarsi al potere è ormai la prassi, “Prometeoedio” prova ad offrire un’alternativa, portando l’esempio di chi è arrivato a rinunciare a tutto, perfino all’immortalità, lottando fino all’ultimo per una giusta causa.

Ivan Filannino

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