Festival Il Giardino delle Esperidi

il giardino delle esperidi
ph Daniela Franco

Da sabato 27 giugno a domenica 5 luglio torna Il Giardino delle Esperidi Festival, quest’anno dal titolo Esperidi on the Moon, organizzato, per il sedicesimo anno, da Campsirago Residenza.

Campsirago Residenza, in questo momento storico complesso, ha scelto con forza di proseguire il cammino pluridecennale del festival e di realizzare anche quest’anno le Esperidi confrontandosi con la nuova epoca che stiamo vivendo, nel rispetto della sicurezza del pubblico, degli artisti, dei tecnici, dei territori e dei paesaggi che ne saranno palcoscenico. Esperidi on the Moon ha deciso di esserci e sarà un grande laboratorio di sperimentazione per tutti, sia per chi il festival lo organizza, per gli artisti ospiti e il pubblico.

Esperidi on the Moon sarà un momento unico e inedito, una prima riapertura perché il teatro e le arti performative possano nuovamente andare in scena. Un’edizione delle Esperidi, quella del 2020, tesa alla realizzazione di uno spazio onirico e possibile, Esperidi on the Moon, fatta di incontro, arte e visioni.

Mai come quest’anno realizzare il festival è una scelta politica, oltre che poetica. Mai come quest’anno gli artisti si trovano in una situazione completamente nuova, all’interno della quale presentare i propri lavori. Mai come quest’anno il festival, che avrebbe dovuto ospitare molte prime nazionali, si svolge in un momento storico difficile.

Prima dell’emergenza pandemica, avevamo programmato un’edizione con al centro il tema “Natura” e la forma artistica della performance. Avevamo ideato un’edizione che fosse anche una riflessione critica ed artistica sul legame spezzato con la natura e sulla relazione impossibile tra profitto e salvaguardia del pianeta. Oltre 20 titoli, molte prime nazionali. Poi è arrivata la pandemia, a rendere ancora più attuale il tema, a rendere ancora più fragili le nostre esistenze, a farci interrogare sul ruolo fondamentale dell’arte nel definire un futuro possibile e positivo.

La situazione degli ultimi mesi ha posto moltissime problematicità alle compagnie, spesso impossibilitate o poste in una difficile condizione per provare, incontrarsi, lavorare. Ma il festival ha scelto con forza di esserci e ospitare le anteprime e gli studi di tutti questi spettacoli, che saranno in una forma inedita e sperimentale legata alla situazione attuale e al contesto in cui gli artisti si trovano oggi a lavorare.

Michele Losi, direttore artistico de Il Giardino delle Esperidi Festival e di Campsirago Residenza

Come astronauti del presente il pubblico e gli artisti di Esperidi on the Moon 2020 saranno obbligati quest’anno a confrontarsi con i temi della fruizione e del distanziamento sociale, a risignificare le opere, a trasformare il concetto stesso di festival, in una sperimentazione realmente inedita, verso nuove forme del farsi comunità.

Nove giorni di festival, nove giorni di spettacoli e performance, per ripensare il mondo attraverso l’arte, per prendere coscienza della fragilità dell’essere umano in questo nuovo mondo e dell’urgenza di ricucire il rapporto spezzato con il nostro pianeta. Riavvicinarsi, riconnettersi, tra persone e con la natura, tornare a portare in scena l’arte e la bellezza, questi sono i desideri di Esperidi on the Moon.

Un’edizione, quella di quest’anno, di sedici titoli, di cui due prime e tre anteprime nazionali, che propone performance site- specific e di ricerca, esperienze artistiche itineranti nella natura, spettacoli di drammaturgia contemporanea e opere che fondono insieme diversi linguaggi performativi.

Per la prima volta ospiti delle Esperidi, Gli Omini presentano in prima nazionale Coppa del Santo. L’agonismo al tempo del distanziamento sociale, una nuova, inedita, versione de L’asta del Santo del 2011, scritto da Giulia Zacchini con Luca Zacchini e Francesco Rotelli. In questo periodo di isolamento, Spavaldo è tornato, come in ogni epoca buia che si rispetti.

Tra i titoli di prosa due spettacoli che suscitano, in modo diverso, una profonda riflessione filosofica sul nostro presente: inaugura il festival il Teatro della Contraddizione con l’ultimo suo, colossale, lavoro: Weiss Weiss L’essere del non essere. Sulla sparizione di Robert Walser, scritto e diretto da Marco Maria Linzi con un cast di undici interpreti. Una scelta precisa e forte, quella di fare inaugurare il Festival delle Esperidi al Teatro della Contraddizione, simbolo di tutti i teatri che resistono con determinazione alle difficoltà economiche e al lungo momento di chiusura a causa dell’emergenza sanitaria. Con l’ospitalità della storica compagnia milanese di teatro di ricerca Campsirago Residenza rilancia il messaggio dell’importanza della solidarietà tra teatri e del creare rete nella comunità teatrale, ancor più in questo frangente storico. Il 4 luglio va in scena lo spettacolo forse più rappresentativo dell’immaginario “spaziale” di questa edizione: Vieni su Marte della compagnia pugliese Vico Quarto Mazzini, uno spettacolo che ha “la capacità di tramutare in surreale poesia intuizioni non scontate sulla fragilità umana.” (Laura Bevione – Hystrio)

In anteprima nazionale Radio Olimpia, Bomba libera tutt! del Collettivo MMM, vincitore del Bando OPEN 2020: un’azione performativa, un plot radio e un’installazione interattiva che coinvolge il pubblico in un gioco a squadre la cui finale si terrà l’ultimo giorno di festival. In anteprima assoluta viene presentato alle Esperidi il Progetto Conrad- In to THEatre Wild©, una nuova ricerca della compagnia INTI e Campsirago Residenza, concepita e avviata tra Lombardia e Puglia nei mesi di quarantena da un collettivo di artisti: Luigi D’Elia e Michele Losi – direzione artistica e narrazione, Michela Cerini e Alvise Crovato – immagini, Diego Dioguardi – suono, Arianna Losi – musiche. In to THEatre Wild© verrà narrato ufficialmente per la prima volta (in presenza e in streaming) al pubblico e alla stampa, nella sua genesi, nelle sue prime tappe, nella progettualità in itinere e futura.

Ancora in anteprima nazionale Maicol Gatto di Matteo Galbusera, uno spettacolo “di teatro comico visuale con un’impronta musicale predominante”. Una performance unica nel suo genere anche Hamlet private di ScarlattineTeatro, che accoglie un singolo spettatore per volta per un’esperienza intima e privata. Durante mesi di emergenza COVID Campsirago Residenza ha proposto la performance dal vivo attraverso la piattaforma Zoom, riadattandola a distanza ma mantenendo la medesima forza di interazione fra partecipante e performer. Durante Esperidi on the Moon sarà possibile partecipare alla performance sia in presenza che nella nuova forma online.

Qui e Ora Residenza Teatrale presenta al festival il primo studio del nuovo lavoro con la regia di Silvia Gribaudi e Matteo Maffesanti: una ricerca sul valore dell’essere umano, sull’identità, sul nostro corpo in rapporto con gli altri corpi in questo nuovo mondo scosso e trasformato. Natiscalzi DT porta alle Esperidi on the Moon, in prima replica site-specific e itinerante, Annotazioni per un Faust_studio per luoghi remoti, progetto e regia di Tommaso Monza: un’esplorazione attraverso la danza della figura simbolica del Faust nella nostra contemporaneità: Faust svela la rottura fra Uomo e Natura, diventa frammenti di una società in cerca di un nuovo equilibrio, visione di transizione, colui che distrugge tutto per redimersi e ricostruire sulle macerie un equilibrio nuovo.

Esperidi on the Moon vuole essere anche momento di riflessione, artistica e teorica sul tema della sostenibilità del nostro interagire con il pianeta, della complessa relazione tra uomo, pianeta e vita. Un tema centrale delle ultime edizioni de Il Giardino delle Esperidi Festival e che ci si auspica diventi centrale nella riflessione artistica così come nell’agenda politica mondiale. La natura sta urlando ormai da tempo di fronte alla devastazione dell’uomo e questa pandemia solleva con una drammaticità forse mai vista, il tema dello sfruttamento del pianeta e degli animali. All’interno del grande e necessario ripensamento globale anche l’arte è chiamata a fare la sua parte.

La trama di The Great Giant Leap, performance della compagnia Fossick Project che unisce il teatro d’ombre alla musica live, invita a una riflessione sul tema della salvaguardia degli ecosistemi, della scomparsa dell’habitat dei deserti e del cambiamento climatico. Sul profondo valore ecologico della terra che abitiamo è anche la performance di teatro e canto di piccola compagnia Palazzo Tavoli: Luachi, un viaggio intorno ai canti polivocali contadini calabresi.

Anche quest’anno una parte della programmazione è dedicata alle nuove generazioni con tre spettacoli di Campsirago Residenza, di cui un debutto (Favole al telefono) e un’anteprima nazionale: Alberi maestri kids di Pleiadi, percorso itinerante alla scoperta dell’incredibile vita degli alberi. La compagnia Stredevarie va in scena con E io non scenderò più, spettacolo itinerante e tra gli alberi liberamente ispirato al Barone Rampante.

Le Esperidi ospitano anche la musica, quest’ano con il concerto di Camilla Barbarito, A Zonzo per la dolce vita, un’immersione nel mondo del grande compositore Nino Rota attraverso alcune versioni ‘chanson’ del suo vasto repertorio per film.

Il Festival ospita anche tre talk: il primo, dal titolo “Pensare la terra”, vedrà la partecipazione di Fabrice Olivier Dubosc, Oliviero Ponte di Pino, Gerardo Guccini, Emilio Padoa Schioppa, Michele Losi e Marco Maria Linzi. Il 28 giugno si svolge l’incontro a cura di Oliviero Ponte di Pino in collaborazione con ateatro. Il 5 luglio il tavolo delle idee di progetto C.Re.S.Co organizza l’incontro nazionale “Lo stato dell’arte”.

Come sempre, le Esperidi saranno itineranti e quest’anno si svolgeranno nei comuni di Colle Brianza, dove ha sede Campsirago Residenza, Olginate, Ello e Olgiate Molgora. Il Festival, in particolare quest’anno, vuole essere anche momento di scoperta o riscoperta dei meravigliosi luoghi naturali di una delle regioni più colpite d’Italia dalla pandemia Covid. La Lombardia è stata per mesi al centro dei discorsi sull’emergenza sanitaria: il festival diventa occasione per ribaltare prospettiva e rivalutare la bellezza di questo territorio, il Monte di Brianza, e accompagnare il pubblico sui suoi sentieri e nei suoi borghi. Il pubblico parteciperà a performance itineranti nel bosco di gelsi e castagni tra le frazioni di Mondonico e Campsirago, assisterà a spettacoli nella incontaminata radura intorno all’antico Mulino Tincati e nella piccola piazza davanti Chiesa della frazione di Ravellino. Le prime due giornate di festival si svolgeranno sul lungo lago di Olginate e nel bellissimo parco di Villa d’Adda Sirtori: eretta attorno a una torre appartenuta alla famiglia dei feudatari d’Adda, la dimora fu radicalmente rinnovata a partire dal Seicento, con successive modifiche nel XIX secolo. Gli spettacoli andranno in scena nel piccolo oratorio secentesco, perfettamente conservato, nel grande parco che circonda la villa (che fa parte del Parco Adda Nord) e sulla passeggiata dell’adiacente lago. Come ogni edizione, gli spettacoli andranno in scena anche sui due suggestivi palchi all’aperto di Campsirago Residenza, il cui scenografico sfondo è il cielo notturno della vallata illuminato dalle stelle e dalle luci lontane della città.

Quest’anno, ancor più che nelle passate edizioni, tutti gli spettacoli e i concerti si svolgono all’aperto. Il festival applicherà i protocolli di Regione Lombardia e Governo per la partecipazione in totale sicurezza del pubblico, degli artisti, dei tecnici, degli organizzatori e dello staff.

Dal 20 al 28 giugno ci sarà un’anteprima del festival con due laboratori intensivi condotti da Cinzia Delorenzi (dal 21 al 24 giugno) e da Riserva Canini (dal 25 al 28 giugno): due seminari di alta formazione e a intense esperienze nella natura di Campsirago.

Esperidi on the Moon, la cui direzione artistica è curata da Michele Losi, è un progetto di Campsirago Residenza con il sostegno di MIBACT, Regione Lombardia, Fondazione Cariplo. Ha il riconoscimento di Europe For Festivals e il patrocinio della Provincia di Lecco. Sponsor Baggi. Media partner dell’edizione 2020 sono Radio Popolare, La Provincia di Lecco, Krapp’s Last Post.

 

Programma

Sabato 27 giugno, alle ore 18.30, apre Esperidi on the Moon il talk dal titolo Pensare la terra: interverranno lo psicologo e autore Fabrice Olivier Dubosc, Oliviero Ponte di Pino- scrittore, giornalista, critico teatrale e conduttore di Radio RAI 3, Gerardo Guccini- professore associato di Discipline dello spettacolo all’Università di Bologna. Emilio Padoa Schioppa- professore di Ecologia all’Università Milano-Bicocca, Michele Losi, regista, direttore articico, e Marco Maria Linzi, regista. Nell’incontro si discuterà del pensare e ripensare la terra in termini antropologici, psicologici, ecologici e artistico-culturali. Si affronterà il tema del legame fra natura e performing art in relazione anche all’emergenza pandemica che stiamo vivendo e il tema del riavvicinarsi del pubblico al teatro, interrogandosi e riflettendo sulle possibilità di fare teatro oggi.

Alle 16.00, per i bambini, debutta dal vivo di Favole al telefono di Campsirago Residenza, che ha visto coinvolti nella realizzazione tutti gli artisti della residenza con la regia di Anna Fascendini. Dopo tre mesi di emergenza in cui è stato realizzato al telefono e a distanza per 965 famiglie costrette a rimanere a casa, lo spettacolo va in scena in prima nazionale nella sua forma originaria. In occasione dei cento anni dalla nascita di Gianni Rodari, Favole al telefono è un’originale lettura-gioco animata e interattiva del grande classico per l’infanzia.

Alle 21.30, nel parco di Villa D’Adda Sirtori di Olginate, inaugura il festival il Teatro della Contraddizione con l’ultimo suo, colossale, lavoro: Weiss Weiss L’essere del non essere. Sulla sparizione di Robert Walser, scritto e diretto da Marco Maria Linzi con un cast di undici interpreti, a cominciare dalle fondatrici con lui della Compagnia, Micaela Brignone e Sabrina Faroldi (in tre diversi ruoli), affiancate da Fabio Brusadin, Silvia Camellini, Simone Carta, Arianna Granello, Alessandro Lipari, Marco Mannone, Eugenio Mascagni, Stefano Montani, Magda Zaninetti. Una scelta precisa e forte, quella di fare inaugurare il Festival delle Esperidi al Teatro della Contraddizione, simbolo di tutti i teatri che resistono con determinazione alle difficoltà economiche e al lungo momento di chiusura a causa dell’emergenza sanitaria. Proprio il 27 giugno con il ritorno in scena di Weiss Weiss partirà la campagna di crowdfunding per sostenere le spese di ristrutturazione del Teatro della Contraddizione, senza la quale non potrebbe riaprire. Con l’ospitalità della storica compagnia milanese di teatro di ricerca, una delle più interessanti del panorama contemporaneo, Campsirago Residenza rilancia il messaggio dell’importanza della solidarietà tra teatri e del creare rete nella comunità teatrale, ancor più in questo frangente storico.

Domenica 28 giugno, in doppia replica alle 10.30 e alle 16.00, sul lungo lago di Olginate, va in scena, per bambini e ragazzi, lo spettacolo itinerante E io non scenderò più della compagnia Stradevarie, di e con Soledad Nicolazzi. Liberamente ispirato al Barone Rampante di Italo Calvino, lo spettacolo racconta ai giovani spettatori dell’amore per la libertà e per la scoperta della natura, dell’avventurosa ricerca d’identità che c’è in ognuno, della voglia di crescere e al tempo stesso di restare bambini.

Alle ore 18.00 ci sarà un talk a cura di Oliviero Ponte di Pino in collaborazione con ateatro.

Alle 20.30, nel parco di Villa Sirtori a Olginate, la compagnia Natiscalzi DT presenta Annotazioni per un Faust _studio per luoghi remoti, coreografia e regia Tommaso Monza e Claudia Rossi Valli: lo spettacolo va in scena alle Esperidi in forma di studio per una prima replica sperimentale e site-specific. Annotazioni per un Faust è ricerca etica all’interno dell’estetica, è ricerca di eleganza all’interno della violenza del patto. Faust è costituito della pluralità della società contemporanea, bulimica di segni e simboli; è la molteplicità descritta da Calvino nelle Lezioni Americane, è la società da oltrepassare in cerca di un nuovo equilibrio. Annotazioni per un Faust propone attraverso la danza, una visione di arte partecipata alternativa per riuscire a creare un confronto con la comunità.

Alle 22.30, sempre a Villa Sirtori, viene presentato in forma di studio anche TRE_quanto vale un essere umano? Working progress di Qui e Ora Residenza Teatrale con la regia Silvia Gribaudi e Matteo Maffesanti. TRE è una performance che nasce da alcune domande: Chi crediamo di essere? Chi siamo? Chi vorremmo essere? Che valore diamo al corpo? Quali sono i nostri valori? Quanto vale un essere umano? TRE è un lavoro che è nato prima della pandemia, che si è fermato durante e che ora riprende il suo processo creativo. A Esperidi on the Moon la compagnia Qui e Ora Residenza Teatrale presenta una nuova fase del processo creativo.

Lunedì 29 e martedì 30 giugno vanno in scena due performance delle compagnie di Campsirago Residenza: Alberi maestri di Pleiadi (entrambi i giorni alle ore 18.00) e Hamlet private di ScarlattineTeatro (10 repliche dalle ore 16.00).

Alberi maestri è una performance itinerante ed esperienziale nel bosco da Mondonico a Campsirago, alla scoperta del mondo degli alberi e delle piante. Un cammino d’incontro con il mondo vegetale, con la sua stupefacente esistenza, con la sua complessità, la sua intelligenza e la sua incredibile capacità di analizzare e risolvere situazioni complesse, di agire in rete, di affrontare traumi e aggressioni. Guidato da un performer, il pubblico vivrà un’intensa esperienza sonora, poetica e visiva attraverso un percorso che lo condurrà verso una consapevolezza empatica ed emozionale della straordinaria comunità degli alberi. Un viaggio, collettivo e individuale al tempo stesso, attraverso la soglia in cui si incontrano l’universo umano e quello arboreo.

Hamlet private (in replica anche sabato 4 e domenica 5 luglio) è una performance unica nel suo genere, che accoglie un singolo spettatore per volta. Un’esperienza privata ed esclusiva, intima e profonda, che parla all’Amleto che risiede in ognuno di noi. Hamlet private è una rilettura della storia di Amleto attraverso il sistema di ventidue carte originali e il coinvolgimento diretto dello spettatore, che diventa così artefice della riscrittura del dramma shakespeariano e, nello stesso tempo, ha la possibilità di esplorare e indagare il proprio e i propri dubbi. Durante mesi di emergenza COVID Campsirago Residenza ha proposto la performance dal vivo attraverso la piattaforma Zoom, riadattandola a distanza ma mantenendo la medesima forza di interazione fra partecipante e performer. Durante Esperidi on the Moon sarà possibile partecipare alla performance sia in presenza dal vivo sia online.

Mercoledì 1 e giovedì 2 luglio alle 20.30, nel prato di Mulino Tincati a Olgiate Molgora, Esperidi on the Moon ospita la piccola compagnia Palazzo Tavoli con LUACHI (primo studio)_viaggio intorno ai canti polivocali contadini calabresi. La compagnia ricostruire una personale via dei canti, seguendo la melodia di un popolo, quello calabrese, che non conosce il nomadismo se non come scelta necessaria ed estrema e che nasce e muore circoscritto nel perimetro di un campo di grano, di un uliveto, del mare antistante il paese. Il canto, scandito dal gesto, disegna una costellazione, infonde forza, apre il cuore di chi ascolta, riconnette, avviando un processo di guarigione.

In doppia replica mercoledì 1 e giovedì 2 luglio, alle ore 22.00, a Olgiate Molgora Gli Omini presentano in prima nazionale Coppa del Santo. L’agonismo al tempo del distanziamento sociale, una nuova, inedita, versione de L’asta del Santo del 2011, scritto da Giulia Zacchini con Luca Zacchini e Francesco Rotelli. Saranno gli spettatori, tutti insieme, a decidere quale Santo vincerà il sacro torneo, per eleggere ed invocare un unico patrono della serata. Una partita sul modello dei campionati virtuali che spopolano su giornali, radio e web. Ma dal vivo. Un tabellone, 32 santi che gareggeranno tra di loro sfoderando poteri sovrannaturali. Dai sedicesimi di finale finché ne rimarrà uno solo, il pubblico ascolterà le straordinarie storie di vita dei Santi e verrà chiamato in causa per stabilire il vincitore di ogni sfida. Nuovi spietati Santi sono pronti a mettersi in gioco. Da San Giorgio a Padre Pio, passando per Santa Pazienza e Santa Speranza. Grandi e storici, ultravenerati o misconociuti, improbabili o impossibili Santi. La compagnia Gli omini, vincitrice di importanti premi nazionali e internazionali, tra cui il Premio Enriquez come “Compagnia d’innovazione” per la ricerca e l’impegno civile nel 2014 e, il Premio Rete Critica nel 2015, è una delle realtà teatrali più interessanti in Italia.

La giornata di venerdì 3 luglio si svolgerà nel comune di Ello e inizia alle 16.00 con una seconda replica di Favole al telefono di Campsirago Residenza. Alle 20.00, nel campo sportivo, va in scena in anteprima nazionale Radio Olimpia, Bomba libera tutt! del Collettivo MMM, vincitore del bando OPEN 2020, promosso da Pergine Festival con Il Giardino delle Esperidi Festival, Indisciplinarte, InVisible Cities – Contaminazioni digitali, Periferico Festival e ZONA K. Radio Olimpia, Bomba libera tutt! è un’azione performativa, un plot radio e un’installazione interattiva: come installazione, si propone di allestire un playground ispirato alle strutture dadaiste dei giochi senza frontiere, in cui mescolare tradizione e nuove tecnologie, combinare giochi e azioni performative, attivare sfide, scambiarsi trofei. Come plot propone un palinsesto di dirette e cronache dal playground, approfondimenti e interviste ad ospiti. Un autoproclamato Comitato Olimpico (composto da tre artisti/registi/drammaturghi/performers) sopperisce alla cancellazione delle Olimpiadi di Tokio 2020. Il suo scopo è quello di sostituire le Olimpiadi tradizionali, dominate dagli sponsor, con una nuova Olimpiade (Le Olimpiadi di Radio Olimpia), che abbia il carattere delle Olimpiadi originarie: un evento collettivo e comunitario, una festa dedicata ai giochi, alla competizione, ma fuori da ogni logica di profitto economico, aperta ad accogliere istanze artistiche, performative e culturali. Come nella tradizione che va dalla Festa Rinascimentale fino a carri dei Carnevali moderni, l’ambizione di Radio Olimpia è ridelineare lo spazio pubblico (partendo dallo “spazio etereo” delle frequenze radiofoniche) con un evento che metta insieme la partecipazione, il gioco come elemento di scambio, di relazione e di fuoriuscita dal “tempo produttivo del lavoro”, e l’apporto fondamentale delle arti performative, con particolare riferimento agli aspetti più performativi dell’Arte Contemporanea. Il Collettivo MMM nasce dalla collaborazione tra l’artista, filmaker e producer di piattaforme crossmediali Maria Pecchioli, lo scrittore e sceneggiatore di cinema e tv Martino Ferro e l’attrice e speaker Maria Caterina Frani.

Nella Piazza della Chiesa di Ello alle 21.30 una seconda anteprima nazionale: Maicol Gatto di Matteo Galbusera, uno spettacolo “di teatro comico visuale con un’impronta musicale predominante”. Maicol Gatto è un umanoide risvegliato non decifrabile ed imprevedibile, un personaggio eccentrico, senza infrastrutture, che si muove nella geometria del suo mondo fantastico, sintetico ed astratto. Nelle vene di Maicol Gatto non scorre sangue, ma elettricità. Uno spettacolo che rende omaggio alla musica elettronica pionieristica del dopoguerra, all’immaginario fantascientifico, al surrealismo, al teatro dell’assurdo e che celebra il rapporto tra uomo e macchina che non conosce limiti di spazio-tempo e rappresenta un incredibile viaggio verso l’ignoto. Matteo Galbusera è performer e attore comico di pluriennale esperienza. Si è esibito in 24 nazioni, dal Canada (con Cirque Du Soleil) all’India, dagli Emirati Arabi alla Colombia.

Sabato 4 luglio, dopo una terza replica di Favole al telefono alle 16.00 nella frazione di Bestetto del comune di Colle Brianza, alle 17.00 nuova replica a Ravellino (comune di Colle Brianza) della performance di gioco a squadre Radio Olimpia, Bomba libera tutt! del Collettivo MMM.

Alle 18.00, nel borgo e nel bosco di Campsirago, in anteprima assoluta viene presentato alle Esperidi il Progetto Conrad- In to THEatre Wild©, una nuova ricerca della compagnia INTI e Campsirago Residenza, concepita e avviata tra Lombardia e Puglia nei mesi di quarantena da un collettivo di artisti: Luigi D’Elia e Michele Losi – direzione artistica e narrazione, Michela Cerini e Alvise Crovato – immagini, Diego Dioguardi – suono, Arianna Losi – musiche. In to THEatre Wild© verrà narrato ufficialmente per la prima volta (in presenza e in streaming) al pubblico e alla stampa, nella sua genesi, nelle sue prime tappe, nella progettualità in itinere e futura. Il pubblico, insieme agli artisti, sperimenterà, un rito performativo di apertura, una prima esperienza sensoriale e di ascolto dei primi materiali raccolti e creati in questi mesi. Il progetto Conrad è un progetto visionario e internazionale di co-narrazione poetica dei luoghi insieme al loro spirito selvaggio, una composizione sonora, fisica e partecipata che traccia nuove mappe wildrness. Cuore di tenebra di Joseph Conrad è la matrice di una narrazione nuova, che nasce in presa diretta con la natura, un ribaltamento della qualità della ricerca artistica, verso una pratica che metta l’esperienza davanti alla comprensione, il battito davanti alla grammatica, il wild, il vento davanti all’ordine e all’estetismo dell’uomo bianco: inoltrarsi nella natura per ritrovare il fuoco del racconto. Il progetto nasce dal desiderio di non essere più complici di un processo di accumulo, anche artistico, fine a sé stesso o al controllo, ma piuttosto di aprirsi alla possibilità che possa accadere altro proprio a partire dalla natura, di ribaltare il paradigma della creazione artistica e di diventare il più possibile invisibili nella pratica del racconto della natura e nella natura: lasciare che le cose si raccontino nella loro esistenza, anche senza l’uomo e l’artista.

Alle 21.15, sul palco di Campsirago Residenza, va in scena lo spettacolo forse più rappresentativo dell’immaginario di questa edizione: Vieni su Marte della compagnia pugliese Vico Quarto Mazzini, “uno spettacolo necessario per capirci meglio, per frugare la nostra paura della morte, per scovare il nostro germe che ci fa pensare al passato per migliorare il nostro futuro” (Tommaso Chimenti). Nel 2012 è stato avviato il progetto dal nome Mars One con l’intento di costruire una colonia permanente su Marte. Per essere selezionati si doveva postare un video in cui motivare il desiderio di divenire per sempre “marziani”. Le candidature arrivate sono state 202.568. Quando non si può avere la realtà, un sogno vale la realtà, allora ecco che forse Marte è soltanto una metafora, il sogno di un altrove, di una terra promessa. Vieni su Marte parte da questa riflessione e si sviluppa in un caleidoscopio esistenziale, uno zibaldone dell’umanità. “Ciò che davvero colpisce è la capacità di tramutare in surreale poesia intuizioni non scontate sulla fragilità umana.” Laura Bevione – Hystrio

Chiude la lunga giornata di sabato 4 luglio, alle 22.45, il concerto-spettacolo di Camilla Barbarito A zonzo per la dolce vita, un’immersione nel mondo del grande compositore Nino Rota attraverso alcune versioni ‘chanson’ del suo vasto repertorio per film.

L’ultima giornata di festival, domenica 5 luglio, si apre con l’anteprima nazionale di Alberi maestri Kids di Pleiadi, performance itinerante ed esperienziale nel bosco di Campsiargo dedicata ai bambini. Utilizzando le tecniche del teatro immersivo, momenti di incontro con esseri straordinari, suoni registrati con il sistema bi-neurale e restituiti in cuffia, i bambini vivono un’esperienza straordinaria, in cui la fascinazione performativa si mescolerà ad una vera e propria esperienza personale. Un personaggio fiabesco guiderà i bambini in un percorso-spettacolo emozionate, una grande avventura attraverso il bosco e le sue creature. I bambini incontreranno radici viventi da dissetare, vedranno piccoli funghi spuntare dalla terra, conosceranno gli elementali del bosco, gli spiriti degli alberi, fino a comprendere il principio della vita sulla terra: i semi. Attraverso piccole prove, sguardi e ascolto i bambini compiono un percorso di scoperta del mondo degli alberi per giungere infine ad incontrare il grande Albero degli alberi. E qui, la vita ricomincerà grazie ai bambini che riceveranno in dono dal grande gigante i suoi preziosi semi.

Alle 17.00, sul palco della residenza, si terrà la finale di Radio Olimpia, Bomba libera tutt!. Alle 18.00 si tiene il talk “Lo stato dell’arte” a cura del tavolo delle idee di progetto C.Re.S.Co. A seguire The Great Giant Leap della compagnia Fossick Project, uno spettacolo di teatro d’ombre contemporaneo, ideato a Jaisalmer (India). Protagonista e ispirazione della storia è l’otarda indiana che con una popolazione stimata di meno di 200 esemplari, è un esemplare ad altissimo rischio d’estinzione. Principale causa del suo spopolamento è la perdita di habitat conseguente all’introduzione di infrastrutture nel deserto. L’illustratrice Cecilia Valagussa e la cantautrice Marta Del Grandi, portano in scena un racconto visivo e sonoro che si ispira alla diversità delle specie animali e dei paesaggi del mondo e suggerisce una riflessione su questioni ambientali e del cambiamento climatico.

Chiude Esperidi on the Moon una silent disco a cura di David Zuazola, Michele Losi, Luca Maria Baldini, Diego Dioguardi.

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