Fassbinder L’Etranger: la recensione

fassbinder l'etranger
Fassbinder spettacolo Teatro Linguaggicreativi Milano

È ardita la riscrittura di Paolo Trotti della drammaturgia Preparadise Sorry Now di Rainer Maria Fassbinder, andato in scena al Teatro Liguaggicreativi. Il titolo scelto dal regista drammaturgo è Fassbinder L’ètranger e sembra voler comporre, all’interno di uno spazio circolare, delimitato da un gessetto, una partitura sì nuova ma fedele alle impressioni grottesche e suggestive del regista tedesco.

Stefanno Annoni e Federica Gelosa sono i I Moors Murders, Ian Brady e Myra Hindley, una coppia che negli anni ’60 uccise brutalmente cinque adolescenti, attirando la curiosità della stampa per l’efferatezza dei crimini e la totale assenza di pentimento. Lo sguardo abbacinato di lei si contrappone alla lucida perversione manipolatoria di lui, in una prova attorale non semplice ma ben affrontata. Bravissima Marialice Tagliavini che con crudo garbo interpreta il suo ruolo di vittima, completamente nuda; con la stessa – e ogni volta rinnovata – tempra è voce narrante, ora personaggio, e ora una perfetta marionetta, avvolta in un esagerato abito di paillettes rosse.

La puntualità registica fa il resto, cogliendo l’efficacia di ombre prospettiche, gioca sul ritmo del poliziesco – un ritmo frenetico, nervoso, che velocizza l’incubo fassbinderiano. Preferendo, alla tesa inquietudine, un andamento più nitido, snatura, forse, i personaggi originali, rigidi, meccanicamente incagliati nelle loro ossessioni, irrecuperabilmente distanti. Ma nel (ri)modellare, fino ad annullare, il confine fra pubblico e personaggi, la riscrittura di Trotti non perde di sensibilità e decisione, in una ricerca teatrale veramente volta al presente, sempre interessante, e di buon gusto.

Arianna Lomolino

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