Probabilmente non sapremo mai chi era per davvero il Fair Youth, il destinatario di alcuni sonetti di Shakespeare. Altrettanto probabilmente, non consoceremo neanche l’identità di Mr W.H., altro dedicatario delle sue opere. E va bene così, perché alcune cose devono rimanere avvolte nel mistero. L’anteprima di Quel che amore in silenzio ha scritto, lo spettacolo di Andrea Piazza con Greta Petronillo ed Enrico Brusi andato in scena al Teatro Out Off, parte invece dalla (volutamente) illusoria premessa che, magari, questi dubbi troveranno risposta. Non ci vuole molto a capire che si tratta di una specie di trappola per attirare lo spettatore che però, alla fine, porterà a casa qualcosa di molto più prezioso.
Format
Lo spettacolo è uno spettacolo, anzi, tanti spettacoli. Vive, cambia, volta pagina, si rinnova più volte, fondendosi con quelli che in tv chiameremmo format. Si apre con un incipit che allude ai programmi di inchiesta, una sorta di “Shakespeare in Pretura” che ammicca al salotto di Verissimo. Pone delle domande, come detto, facendo credere che si andrà a fondo ma è un tranello. La scenografia con i grandi tappeti distesi a terra richiama Il tappeto volante di Luciano Rispoli, così come gli strumenti musicali – tastiera e chitarra – che, a dire il vero, sono più alla Via dei Matti. Un ambiente caldo e intimo. Infatti quando sembrerebbe che stiano per entrare Stefano Bollani, esperti ed opinionisti, gli attori rivelano che è tutto un inganno. Non è importante trovare delle risposte, lo è capire come, a distanza di secoli, poesia di Shakespeare, canzoni e sentimenti siano ancora indissolubilmente intrecciati e attuali.
Una storia d’amore
Lo spettacolo diventa quindi la storia d’amore tra due giovani, a legarli sono i sonetti di Shakespeare che una volta si fanno canzone inedita – con gli arrangiamenti curati da Enrico Brusi -, un’altra volta dichiarazione alla persona amata attraverso la voce di Chiara Petronillo, con entrambi che si scambieranno – egregiamente – i ruoli tra canto e recitazione. A scandire questi momenti, senza alterare equilibri temporali ma arricchendo, ci sono anche brani moderni. Classici che hanno fatto la storia della musica italiana ed internazionale e che, proprio come gli immortali sonetti di Shakespeare, avrebbero potuto adattarsi alla vita del ‘600. Ad aprire è Your song di Elton John, poi Mina con Mi sei scoppiato dentro al cuore, Can’t help falling in love di Elvis, Non mi basti mai di Lucio Dalla, Senza fine di Ornella Vanoni, Farewell di Guccini. Ma anche Rolling in the deep di Adele, Thinking out loud” di Ed Sheeran (perché qui non si censura), fino a Kathy’s song di Simon & Garfunkel” e Into my arms di Nick Cave, sperando di non dimenticare nessuno (nel caso provate a perdonare).
Musica, sonetti ed effetto nostalgia
Ed è proprio la musica a detonare le emozioni di chi siede in platea, perché cantare unisce. Quel che amore in silenzio ha scritto ha il potere di coinvolgere la gente proprio come succede ai concerti, quando la gente non riesce a trattenersi e allora canta. Il risultato è una sorta di effetto nostalgia che solo chi vive di musica e con la musica può capire. Perché la musica è sempre lì, a scaldare i momenti importanti. E durante questo flusso la partecipazione si eleva ad un grado successivo. Perché tra le tante sembianze che assume lo spettacolo di Andrea Piazza, c’è anche quello di vox populi. Per qualche attimo, infatti, gli attori escono dalla bolla per coinvolgere il pubblico che non si tira indietro e risponde a domande, concede rivelazioni e, chi vuole, piccoli pezzi sé. Qualcosa di bello per chi è dentro ma anche un rischio o forse una sfida che, tuttavia, gli attori gestiscono con disinvoltura, aumentando l’alchimia
La rivoluzione del medley
Quel che amore in silenzio ha scritto fonde una marea di aspetti, è un atto di coraggio. Un cast e una storia giovani che hanno la forza di unire – che è diverso da sperimentare – arti e talenti differenti in un medley che difficilmente si è visto altrove. Oltre a poesia e canzone, a legare le intense interpretazioni degli attori è la metafora delle stagioni che si alternano e con esse i sentimenti. Non un artificio per combinare sonetti e musica ma semplicemente quello che accade a tutti e tutti i giorni. Le stagioni arrivano, passano, finiscono e ricominciano o, se volete, si rinnovano. Sempre. Sin dal 1600. Allora la domanda non è capire chi sono i dedicatari di Shakespeare ma un’altra. È lui ad essere da sempre vicino a noi in quanto precursore o siamo noi che ci sentiamo vicini a lui perché, dopo secoli, continuiamo a parlare e cantare d’amore in ogni forma possibile? Va bene anche non rispondere, lo abbiamo capito. È una delle rare volte in cui si può non sapere e continuare a fare ora come secoli fa. Lasciando entrare le emozioni, in versi, in rima, a ritmo, per poi lasciarle andare. Tanto torneranno. Tutto torna e ritorna. Shakespeare lo sapeva, Quel che amore in silenzio ha scritto ce lo ricorda.
Quel che amore in silenzio ha scritto
dai Sonetti di William Shakespeare e da canzoni d’amore dal ‘600 a oggi
drammaturgia e regia Andrea Piazza
con Greta Petronillo ed Enrico Brusi
disegno luci Martino Minzoni
arrangiamenti e canzoni originali Enrico Brusi
scene e costumi Andrea Piazza
assistente a scene e costumi Elena Vecchietti
assistente alla regia Ludovica Aprile
produzione Teatro Out Off
Luca Villari
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