MILANoLTRE 2021: intervista 2021 a Rino De Pace

MilanOltre 2021
foto Antonio Caia

Affollate Solitudini: MILANoLTRE 2021

Da 35 anni Milano va sempre più Oltre grazie al FESTIVAL MILANoLTRE che conferma la sua apertura alle molteplici espressioni e declinazioni della danza contemporanea.

Dal 1986 ad oggi MILANoLTRE si contraddistinguersi grazie alle tante contaminazioni, invasioni di campo, occasioni di confronto tra le nuove tendenze nazionali ed internazionali dell’arte dello spettacolo.

Quest’anno un programma composto da circa 50 appuntamenti tra spettacoli, masterclass, libri, incontri e approfondimenti per offrire un panorama della danza contemporanea internazionale e nazionale che aiuti a ripopolare i palcoscenici e le platee dei nostri teatri.

Uno dei vanti di MILANoLTRE 2021 è il progetto Affollate Solitudini, ma per saperne di più lo abbiamo chiesto direttamente al direttore artistico Rino Achille De Pace.

Il ”solo” in realtà mi ha affascinato da sempre e Affollate Solitudini nasce per una forte esigenza artistica di dare spazio all’espressione solistica ma finisce per raccogliere formati e dimensioni in continua evoluzione. Alcuni dei lavori contemplati nascono per l’occasione in questa forma, altri esistono già, alcuni costituiscono serata completa, altri si complementano su durata o su ricerca artistica, alcuni condividono lo stesso coreografo/a, altri ancora da soli diventeranno progressivamente qualcos’altro, prendendo la forma di duetti, di trii o di performance di gruppo. Ho avuto la possibilità di realizzare in passato un progetto analogo e altrettanto bello in occasione di una Biennale Danza diretta da Carolyn Carlson che mi ha dato carta bianca per un progetto intitolato SoloMen. Era il 2001!

Dopo tanti anni di direzione artistica per MILANoLTRE, al di là delle aspirazioni e dei desideri personali, anche il clima di restrizione e solitudine che abbiamo vissuto in queste due stagioni, ha in qualche modo accelerato in me il bisogno di realizzare finalmente un progetto di questa natura. Ed eccoci a farlo con ben undici solisti ciascuno con la sua necessità e urgenza di raccontarsi.

Chi animerà le Affollate Solitudini di quest’anno?

Una formula che dal 2022 si allargherà ad altre geografie quest’anno è tutta nazionale e vede in scena: Stefania Ballone, Matteo Gavazzi, Viola Scaglione, Salvatore Romania, Paola Lattanzi, Daniele Ninarello, Marta Ciappina, Fabrizio Favale, Chiara Ameglio, Davide Valrosso e Elisa Spina, performers/interpreti maschili e femminili si alternano in totale sicurezza generando tra l’altro, grazie all’idea di co-produrre e commissionare nuovi lavori, un circolo virtuoso di risorse che fa ripartire e implementa l’attività del committente e degli artisti e centri di produzione coinvolti.

Chi avresti voluto per Affollate Solitudini e non sei riuscito a portare quest’anno, se posso?

Alcuni nomi che per questioni di limiti sui viaggi internazionali non ho potuto contemplare quest’anno ma che saranno senz’altro ospiti delle edizioni future: Louise Lecavalier (Québec) Frédéric Tavernini (Francia) Vanessa Goodman (British Columbia).

Lo scorso anno siete stati tra i pochi a debuttare e riuscire a portare a termine il Festival prima della seconda chiusura (che poi di fatto non c’è quasi mai stata una seconda riapertura). Quest’anno come vivi questa situazione, vista l’incertezza ma soprattutto la tanta confusione che regna ancora?

Si e abbiamo sperimentato una sorta di punizione per questo.

Nel senso che non solo non abbiamo percepito ristori di alcun tipo ma abbiamo persino impiegato risorse in più rispetto a quanto siamo stati finanziati per rispettare tutte le regole dei protocolli in vigore. Quest’anno per prudenza abbiamo dovuto abbandonare alcuni dei progetti in presenza, in particolare due grandi compagnie da Beijing e da Shanghai Beijing Modern Dance Company e Jin Xing Dance Theatre che vedremo in digitale il 9 ottobre nell’ambito di una giornata dedicata alla cultura cinese. Avremo però progetti altrettanto grandi da Canada e Francia. Questo tuttavia ha portato un ulteriore grande vantaggio alla scena nazionale che arricchisce più del solito questa 35° edizione con alcuni dei nomi e dei progetti più interessanti del panorama italiano. E lo stesso progetto dei “soli” pur motivato da una necessità artistica finisce per rivelarsi, in questo contesto a rischio, una sorta di bolla legata a una forma di creatività d’emergenza, realizzabile ovunque e comunque. Siamo ora in trepidante attesa di una risposta ufficiale sull’incremento delle capienze ma, se anche la cosa non dovesse mutare rispetto alle ultime misure, siamo contenti lo stesso e entusiasti del programma nazionale e internazionale che abbiamo impostato.

Posso chiederti un ricordo della prima edizione di MILANoLTRE?

Anche più di uno: un Willem Dafoe in erba, oggi cittadino italiano, nel fantastico spettacolo del Wooster Group di New York, e in odore di candidatura oscar per il film Platoon, che raccontava aneddoti piccanti post spettacolo. Le scenografie e i costumi degli spettacoli di Bill T. Jones e Arnie Zane dipinte da Keith Haring e, come dimenticare le piroette orizzontali al di là della fisica di Louise Lecavalier in tutù bianco e anfibi neri?

Invece cosa vorresti che si ricordasse lo spettatore dell’edizione 2021?

Certo, per poter esprimere un pensiero obiettivo dovrei aver visto tutto ed è impossibile, perché alcuni spettacoli vedranno la luce per la prima volta proprio qui a Milano. Però le emozioni che ci aspettano sono tante e possono toccare davvero nel profondo …la danza fa miracoli!

Lancio due titoli da non perdere per gli affezionati della lacrima?:

Naufragio con spettatore e Boys don’t cry.

Buon festival!!

E noi non ce li perderemo!

QUANDO? Dal 23 settembre al 10 ottobre 2021

DOVE? Teatro Elf0/Puccini, dove se no!

Al seguente link tutti gli spettacoli in scena, giorno dopo giorno.

https://www.milanoltre.org/festival/

Buon MILANoLTRE 2021

TiTo

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