FringeMi 2025: intervista a Davide Verazzani

Dopo quattro giorni dedicati al Fringe Extra, FringeMi entra nel vivo con l’inizio del programma ufficiale. La rassegna diffusa, giunta alla settima edizione, comprende 200 eventi in spazi diversissimi tra loro: locali, librerie, coworking ma anche appartamenti privati, la sede di una casa editrice, vie, piazze e giardini e perfino un’edicola e una falegnameria, per trasformare la città in un grande palcoscenico.

Il cartellone si divide tra programma ufficiale e Fringe Extra. Il programma ufficiale è composto da 22 spettacoli che si ripetono per 5 sere consecutive, dal 3 al 7 giugno. Sono gli spettacoli scelti tra gli oltre 300 video arrivati tramite una call internazionale. Il pubblico in sala ogni sera è chiamato a votare e lo spettacolo vincitore che avrà la possibilità di essere inserito nella programmazione del Teatro Elfo Puccini di Milano.

Ne abbiamo parlato con Davide Verazzani, ideatore e direttore artistico del Festival.

Quali sono le novità di questa edizione?

Abbiamo due quartieri nuovi. Nel primo caso si tratta di un ritorno, rientra infatti il quartiere Adriano che aveva partecipato al Fringe nel primo anno di espansione fuori da NoLo e ora rientra. Il secondo quartiere che si aggiunge è il Gallaratese grazie a un’associazione di ragazzi giovanissimi. Abbiamo avuto alcuni contatti per nuovi quartieri l’anno prossimo e nuovi quartieri significa maggior numero di spettacoli.

Quando è iniziata questa avventura immaginavate che sarebbe cresciuta così rapidamente?

La speranza era di andare oltre NoLo, ma era un punto di domanda, bisognava vedere come andava. Il primo anno è andato benissimo e già nell’edizione successiva abbiamo avuto richieste da associazioni di altri quartieri. La svolta è stata nel 2022 quando erano talmente tanti i quartieri che non potevamo più chiamarlo NoLo Fringe Festival.

Le istituzioni vi stanno sostenendo?

Fin dal primo anno abbiamo partecipato al bando per progetti dell’assessorato alla cultura e abbiamo sempre ottenuto il contributo. Contiamo di averlo anche quest’anno, sapremo la risposta tra qualche mese. Abbiamo buoni rapporti con i Municipi e c’è sempre una comunanza di interessi.

Aumenta la richiesta di partecipazione da parte degli artisti?

Quest’anno abbiamo avuto 330 risposte alla call, è un aumento continuo ogni anno. La call non ha un tema, ogni quartiere sceglie i suoi spettacoli e sono molto vari perché sono arrivate richieste di tutti i tipi. In programma c’è anche uno spettacolo in lingua inglese di una compagnia irlandese.

Be the first to comment

Leave a Reply

Your email address will not be published.


*