Il Teatro Menotti dedica, in una settimana, due spettacoli di Danio Manfredini, figura centrale del nostro teatro contemporaneo e di ricerca italiano.
Attore, autore e regista, ha sviluppato un percorso artistico rigoroso e personale, fondato su un uso intenso del corpo e della voce e su una drammaturgia che indaga la fragilità umana e le marginalità sociali. Nei suoi spettacoli – premiati più volte con il Premio Ubu – il lavoro dell’attore è al centro di una poetica essenziale e profonda, capace di trasformare memorie, solitudini e ferite in un’esperienza teatrale di forte impatto emotivo e umano.
27 e 28 gennaio 2026
TRE STUDI PER UNA CROCIFISSIONE
di e con Danio Manfredini
Uno spettacolo potente e struggente.
Manfredini compone un trittico umano fatto di solitudini, di emarginazioni, di corpi fragili e resistenti allo stesso tempo.
Non c’è retorica, non c’è giudizio: c’è l’essere umano colto nella sua nudità più profonda, nella sua crocifissione quotidiana.
La scena diventa spazio mentale e spirituale, il corpo dell’attore è insieme carne e simbolo, presenza e sacrificio. È un teatro che ferisce per aprire, che toglie invece di aggiungere, che costringe a guardare dove spesso distogliamo lo sguardo.
Assistere a Tre studi per una crocifissione significa accettare un’esperienza che resta addosso, che lavora dentro anche dopo il buio finale. È teatro che non consola, ma rivela.
30 gennaio e 1 febbraio 2026
CARI SPETTATORI
regia, scene, costumi, testo e banda sonora Danio Manfredini
con Vincenzo Del Prete e Giuseppe Semeraro
Grazie al nuovo spettacolo Cari spettatori… Manfredini compie un gesto ancora più diretto e disarmante: si rivolge a noi, senza mediazioni.
Lo spettacolo è un atto d’amore ruvido e necessario nei confronti del pubblico, una dichiarazione di fragilità, una confessione che attraversa l’arte, la vita, il fallimento e la resistenza.
Qui il teatro si fa luogo di incontro reale, intimo ma soprattutto irripetibile.
La distanza tra scena e platea si dissolve, lasciando emergere una domanda semplice e vertiginosa:
che senso ha essere qui, insieme, a guardare e a farsi guardare?
In un’epoca di immagini veloci e consumo superficiale, Cari spettatori… è un invito raro: fermarsi, ascoltare e sentire. Un atto di fiducia nel teatro come spazio ancora capace di verità.
Che dire… ci sono artisti che raccontano storie e poi ci sono artisti che si fanno attraversare dalla vita, fino a trasformarla in materia viva sulla scena. Danio Manfredini appartiene a questa seconda, rarissima e meravigliosa, specie.
Il suo teatro non chiede attenzione:
la reclama.
Il suo teatro non intrattiene:
interroga, espone e mette a nudo.
Ogni spettacolo di Danio Manfredini è un atto di verità che attraversa il corpo, la voce, lo sguardo – e arriva dritto, senza filtri – allo spettatore.
Il teatro di Danio Manfredini è un teatro necessario, perché non cerca consenso, ma presenza. Perché mette in scena ciò che solitamente viene escluso, scartato, nascosto.
Vedere Danio Manfredini significa accettare di essere attraversati da qualcosa che non è comodo, ma è profondamente umano. Significa ricordarsi che il teatro, quando è vero, può ancora cambiare lo sguardo. E forse — anche solo per un istante — cambiare noi!
TiTo
Leave a Reply