Franco Parenti: “Baal”

Già presentato in forma di studio l’anno scorso nel Festival dedicato a Brecht, il Baal di Isgrò diventa spettacolo grazie ad una Residenza artistica. Baal, primo testo di Brecht (1918), e primo vero segnale della sua identità artistica e politica è un artista sfrenato e capace, seduttivo e mortifero, sconveniente e violentemente attraente.

Baal è una furia antiborghese, pura potenza in conflitto con il potere. La sua natura travolge tutti i sistemi, i comportamenti o i ruoli studiati per il mantenimento di ordine, gerarchie e distanze. La sua arte, avvolta nella fascinazione, si conduce tra la gente senza comprensione reale, corrosa dalla seduzione, in contrasto con la realtà. Mentre una forza divora e assale il sentimento e il senso comune, un’altra forza sgorga nella più totale resa, senza finalità e opportunità. Baal è costruito attorno a questa lucidità dissennata, incapace di mediazioni, ostile ad ogni sollievo o pacificazione, e alla tendenza a implicarsi ciecamente, fino alla distruzione di sé, pur rimanendo divinamente indifferente al sentimento di perdita e di conquista. Questa capacità incessante, antieconomica e urgente, racconta il modo e la condizione di fare ricerca artistica oggi.

Il lavoro è una tappa di Cantieri Bavaresi, un percorso condotto sui concetti, sui testi, sulle opere e sui documenti legati al lavoro di autori bavaresi che hanno scritto e operato intensamente per il teatro e per la cultura, quali  Bertolt Brecht, Rainer Werner Fassbinder, Marieluise Fleisser, Herbert Achternbusch, Werner Herzog. La linea di indagine è quella del potere e delle molteplici sue forme di esercizio, nel privato come nella vita pubblica. Baal  è il primo approdo di questa ricerca: gli attori in scena sono artisti che “non interpretano il mondo ma lo trasformano”, agenti di un cambiamento, di un evento, che pone chi guarda in un ragionamento attivo e non in un semplice godimento estetico.  In questo senso vengono lette le vicende di Baal, la sua erosione e il suo incessante percorso di perdita.

La modalità espressiva dello spettacolo è un gioco reciproco, portato all’estremo, tra il linguaggio di strumenti musicali ed oggetti sonori e quello dei corpi in azione, in un rapporto nel quale il ruolo dell’attore e quello del musicista si scambiano, fino a confondersi o sovrapporsi. L’intera messinscena è un concerto fatto di suono, carne, intenzione, in cui gli strumenti musicali sono in totale continuità con gli attori. La volontà più diretta di questo progetto è quella di portare il linguaggio fuori dal discorso univoco e rassicurante di narrazione e naturalità, per esplorare un luogo più capace di verità e senso, in cui ciascuno deve condursi in autonomia, in una verifica continua della propria posizione e dei propri valori.

BAAL
di Bertolt Brecht 
con Enrico Ballardini, Francesca Frigoli, Elia Moretti, Dario Muratore e Margherita Ortolani
musica dal vivo e suono di Elia Moretti 

regia di Giuseppe Isgrò  

DOVE? Teatro Franco Parenti

QUANDO? Dal 22 novembre al 4 dicembre

PREZZI: Intero 15€, Under26/Over65/Convenzioni 12€

 

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