Polli da volo: ospiti Livia Pomodoro e Spazio No’hma

livia pomodoro

Il Gallus Sinae è un uccello domestico, allevato per moltissimi scopi, meglio noto come “pollo”.
È però celebre per non essere in grado di volare. Se non per piccoli tratti.
Per qualche piccolo slancio di necessità.
Il “Pollo da volo” è invece una razza strana, socievole, selvatica, che sfida la natura.
Cercherà sempre, giorno per giorno, di volare.
Anche se gli allevatori, da oltre un recinto lontano, continueranno ad urlare che non serve.
La rubrica “Polli da volo” nasce con l’intento di sostenere e dare voce agli esercenti dello spettacolo, messi
in difficoltà dall’attuale, terribile, tragedia che sta colpendo tutti. Tutti costoro, sono Polli da volo.
Se per oggi non si vola, domani si vedrà.

PUNTATA 12: LIVIA POMODORO E SPAZIO TEATRO NO’HMA

Chi siete? 
Lo Spazio Teatro No’hma Teresa Pomodoro parte dalla storia della sua fondatrice, Teresa, che è stata una drammaturga e un’attrice molto apprezzata: No’hma è una sua creatura. La fondò nel 1994 e io, Lidia, sto continuando la sua opera dopo la sua scomparsa, nel 2008. La storia di questo spazio unico al mondo nasce dall’anima artistica e pura di Teresa, per poi svilupparsi e consolidarsi in un luogo che supera i propri confini fisici e diventa simbolo, metafora ed emozione. Mi riferisco alla palazzina di via Orcagna a Milano: un tempo stazione che erogava l’acqua potabile municipale, oggi teatro che eroga un altro bene primario indispensabile all’Uomo: la Cultura. Va sottolineato che per la fruizione degli spettacoli del Teatro No’hma non si paga il biglietto.

Qual è la vostra poetica artistica? 
Lo Spazio Teatro No’hma è un’entità libera, indipendente, internazionale. I suoi muri sono a Milano ma i suoi spazi sono il Mondo. No’hma è un teatro aperto alle tematiche spesso escluse dalla cultura conformistica. È costante la ricerca, nei cinque continenti, di talenti teatrali originali e non omologati per gli argomenti trattati e per i linguaggi scelti.
Questo respiro internazionale si concretizza in un premio – giunto all’undicesima edizione – dedicato ad un’inclusione che voli oltre la retorica e atterri in ogni angolo del Pianeta. La giuria del premio è composta sia da autorevoli esponenti del Teatro di tutto il mondo, sia dalla platea del nostro pubblico, che al termine di ogni spettacolo può esprimere un voto.
La gratuità dell’ingresso a tutti i nostri spettacoli è una scelta coraggiosa economicamente che ci consente, però, di poter fare scelte artisticamente libere. Siamo sempre alla ricerca di proposte che stimolino la curiosità e la sensibilità del pubblico. Grazie al supporto di un mecenatismo disinteressato, in tutti questi anni siamo sempre riusciti a mantenere altissimo il livello dei nostri spettacoli e, contestualmente, ad aprire le porte della nostra platea a chiunque lo desiderasse, chiedendo solo un unico requisito: una passione altrettanto disinteressata per la Cultura.

Come state vivendo la situazione attuale dovuta alla quarantena?
Un grande attore disse, “io non recito sul palco ma negli occhi del pubblico in platea”. Non è una situazione semplice, il Teatro è per definizione contenitore e contenuto e la pandemia ha temporaneamente chiuso il contenitore. Io credo che sia penalizzante un Teatro senza pubblico, ma credo sia ancora più penalizzante una vita senza Teatro, quindi per le migliaia di donne e uomini che seguono e amano lo Spazio Teatro No’hma, abbiamo sentito forte il dovere di reagire e trovare soluzioni alternative.

Al momento state offrendo delle proposte alternative allo spettacolo dal vivo? 
Prima ancora che entrasse in vigore il primo decreto, alla fine di febbraio, abbiamo potenziato il servizio streaming su YouTube e su Facebook e garantito agli amanti del Teatro la nostra costante presenza, con la ordinaria programmazione di questa stagione “il mondo che vorremmo”. Abbiamo prodotto dirette streaming da teatri all’estero (prima che chiudessero) o addirittura da casa degli attori. Tutto ciò ha ottenuto un consenso straordinario! Abbiamo altresì riproposto una rassegna di spettacoli, dal titolo No’hma alla ribalta, messi in scena nelle passate stagioni nel nostro teatro.
Invito chi fosse interessato ai prossimi spettacoli in programma a tenersi aggiornato sul sito www.nohma.org e sulla nostra pagina Facebook. Se invece l’interesse è su quanto abbiamo proposto in questi mesi di isolamento forzato, consiglio il canale YouTube di No’hma, sul quale sono disponibili – gratuitamente e senza obbligo di registrazione – tutti gli spettacoli che abbiamo “allestito a casa” del nostro pubblico.

Cosa vi augurate per il futuro, per voi operatori dello spettacolo?
Va tutto ripensato alla luce della terribile esperienza che stiamo vivendo e che ci auguriamo possa presto concludersi.
Non si deve mai sottovalutare che la cultura, il teatro e, in generale, l’arte sono forme di vita talmente vere e vitali da avere un rapporto preferenziale con la nostra anima, che si rigenera grazie all’arte. Se queste forme di vita muoiono, la nostra anima deperisce e ne risentirà la grandezza del nostro Paese.

Fate un saluto al pubblico e dei ringraziamenti a vostra scelta.
Unisco i saluti ai ringraziamenti, rivolgendo entrambi al pubblico e a tutti quelli che ci seguono; per il nostro di pubblico devo ricordare che esso è una sorta di comunità aperta con la quale abbiamo cercato di eludere il distanziamento sociale con l’avvicinamento teatrale: la forza in generale della cultura e in particolare del teatro è proprio nella sua capacità di aggregare passioni, di unire diversità valorizzandole e facendole sentire parti integrate di un tutto prezioso. Qualcuno ha detto che “il teatro non è il luogo dove la vita sembra migliore, ma è il luogo dove le vite possono migliorare”.
E, allora, ci vediamo presto in teatro: non esiste un saluto più benaugurante di questo.

Intervista di Jasmine Turani
Grafica di Ginevra Lanaro

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