Uno sguardo su: “Tre personaggi in volo”

Vedere la danza attraverso la storia di tre personaggi: “Bowe” – “Vlaï” – “Petrouschka.”

Questo il progetto di Maria Carpaneto che, in collaborazione con il Teatro della Contraddizione, la vede in scena con la partecipazione di Hervé Diasnas e Valerie Lamielle – tutti e tre ballerini, coreografi e pedagoghi.

Tre personaggi che attraverso il movimento del corpo evidenziano il proprio mondo interiore superando limiti, insicurezze o contrarietà.

È quello che accade a Vlaï, un tipo dall’indole claunesca e circense che cerca d’inscenare una rocambolesca e improbabile teatralità fatta di movimentati tentativi a volersi sperimentare giocoliere senza però riuscirci finché, come sottoposto a ipnotica magia, vede le sue mani involontariamente muoversi come attanagliate in vorticoso mulinello di spontanea – irrefrenabile – fluida meccanicità funzionale e pulsante tale da domandarsi con atteggiamento sorpreso: “…mah!… queste… non sono più le mie mani!!…!”

Oppure Petrouschka, un po’ bambola, un po’ marionetta onirica e inquietante dal forte richiamo orientale che dopo vari tentativi per sciogliere i nodi che la bloccano in movimenti meccanici riesce a liberare e ritrovare la persona vera che è in lei.

Bowe – personaggio estratto da un precedente progetto di Maria Carpaneto “Istantanea On Bo-We” – vincitore del bando Ex Polis 2016 – è l’alieno paracadutato a terra perso e disorientato in immaginario nostalgico che – sulle note di Lou Reed in “Vanishing act” – si rivolge al pubblico smarrito di commovente emozione con tacita richiesta di complicità come per voler condividere che: “…svanire …può essere bello scomparire…in cerca di un bacio fluttuare… …!!”

Tre personaggi messi a nudo – affrontano ciascuno un proprio percorso di rinascita attraverso una danza del corpo abitato come strumento da prestigiatore – s’incontrano e insieme decollano liberi e fluttuanti in una sospensione di dinamica leggerezza e giocosità.

Una interessante e curiosa interpretazione dei tre protagonisti che beneficia dell’uso di una tecnica di lavoro così detta Presenza Mobilità Danza in sigla PMD fondata da Hervé Diasnas e perfezionata in più di tre decenni di lavoro – tecnica a sua volta conseguita da Maria Carpaneto e Valerie Lamielle.
Il loro è un particolare linguaggio artistico, pedagogico e propedeutico di base che mette in gioco i fondamentali tecnici, condivisi da tutte le danze, per l’acquisizione di un corpo danzante.
La PMD attinge concettualmente dall’elemento acqua in quanto simbolicamente facilita la consapevolezza all’abbandono del peso e trae ispirazione dai banchi di pesci e dagli stormi di uccelli in volo per carpirne la capacità di spostamento mantenendo un flusso coordinato e simultaneo di forma senza toccarsi.

Un bell’esempio dimostrativo e affascinante di volo danzato in gruppo è dato a fine spettacolo come performance finale di un laboratorio con Hervé Diasnas.

Sorprende annotare che in certo qual modo questo gioco di relazione a procedere – come danza sospesa – abbia controcanto similmente o verosimilmente un’analogia con la contemporaneità digitale – quale possibilità d’espandere voli a distanza – allora perché non approvvigionare anche il corpo con nuove sorprese e visioni omnidirezionali – un volo a distanza si! ma questa volta però anche con il corpo!!

Vitia D’Eva

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