“Con un’accetta piantata nel cervello”: un mondo in bianco e noir

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Se solo la realtà potesse assumere una tonalità in bianco e nero, giusto per il tempo di uno spettacolo, potremmo pensare di trovarci di fronte ad un poliziesco di tempi passati, che ci racconta di un’ispettore al lavoro, con la compagnia di una bottiglia di whisky, ed una sigaretta sempre accesa.

“Con un’accetta piantata nel cervello”, lavoro di Giorgio Ganzerli, è a prima vista un giallo in piena regola: l’avvocato Sergio Gironi è stato ucciso a colpi di ascia, e sulle tracce dell’assassino si porrà l’ispettore Mariani, in un mondo popolato da figure vive ed incredibilmente originali.

Abbiamo la ripugnante governante, l’eccentrico portinaio, col suo inseparabile amico a quattro zampe, la seducente Anita, e poi il figlio della vittima, con la moglie che da tempo lo ha abbandonato.
Pur avendo scelto la forma del monologo, interpretando talvolta il narratore, e talvolta i propri personaggi, Ganzerli mantiene viva e coinvolgente la narrazione, grazie ad una notevole capacità interpretativa, ma anche ad un curioso e divertentissimo humor che non ci abbandonerà mai, mentre ci immergiamo nelle ombre della vita della vittima: un anziano apparentemente tranquillo, ma coinvolto in qualcosa di decisamente insospettabile.

La colonna sonora, e l’occasionale immedesimazione dell’attore nel proprio protagonista, con la sua bottiglia, la sua sigaretta ed il suo taccuino, ci aiutano ad immergerci nella peculiare atmosfera dello spettacolo, con delle tracce fortemente oniriche, che esploderanno nel finale, lasciandoci curiosissimi di assistere al prosieguo della trilogia. I prossimi appuntamenti saranno il 27-28 aprile e il 29-30 maggio.

Manuele Oliveri

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