Un Matto geniale al Teatro della Cooperativa

matto

Massimiliano Loizzi riapre il caso Pinelli con un processo farsa che a distanza di 46 anni rivive la tragica notte del 1969 quando l’anarchico Giuseppe Pinelli perse la vita precipitando dal quarto piano della questura di Milano. Una storia a cui Loizzi cerca di dare quella giustizia che i tribunali non hanno mai saputo/voluto offire.

“Il Matto ovvero io non sono Stato” rispecchia chiaramente lo stile dell’autore oltre a inserirsi perfettamente nell’ideologia del Teatro della Cooperativa, quella di saper trattare in chiave ironica argomenti che non hanno nulla di divertente. Così Loizzi si trova da solo sul palco ad interpretare le 9 voci del processo Pinelli, dal giudice non troppo velatamente schierata, all’avvocato dello Stato col suo nome illustre e nobile mentre quello di Pinelli si chiama con un semplice “Avvocato Salca**o”. A deporre testimoni indottrinati e menzogneri complici della stesura di una sentenza già scritta.

Loizzi è farsesco quando interpreta l’avvocato dello Stato che parla di “suicidio pinguinico” e di esperimenti sugli anarchici che si suicidano tutti lanciandosi nello stesso modo, è tagliente quando accusa i carabinieri di organizzare festini hawaiaani nelle sale della questore, è comico nei panni del giornalista fuori dal tribunale. Le risate si spengono solo quando entra in aula Giuseppe Pinelli a raccontare la sua versione dei fatti, quella sempre negata dallo Stato italiano, un uomo che ha dato il via a una serie di omicidi di stato mai riconosciuti e che sarebbero potuti essere evitati se gli uomini coinvolti avessero semplicemente mostrato la loro umanità.

Nel finale compare poi il culmine della follia del Matto con l’arrivo di un personaggio che nessuno si sarebbe mai aspettato, deus ex machina dell’opera.

L’attore tiene in pugno il pubblico coi suoi continui cambi di voce e di posizione, lo invita a partecipare al processo/spettacolo con le urla di disapprovazione, ma soprattutto lo incita a reagire e lo scuote nel profondo.

Ivan Filannino

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