Triennale Teatro dell’Arte: “Stanno tutti male”

stanno tutti male

Dopo il debutto a Prato a fine gennaio, arriva a Milano per la prima volta uno degli spettacoli più originali ed apprezzati prodotti quest’anno in Italia: Stanno tutti male, ironica parafrasi del titolo di una delle pellicole più celebri firmate dal regista italiano Giuseppe Tornatore, è un lavoro a sei mani firmato dal drammaturgo Riccardo Goretti (già membro fondatore della compagnia toscana Gli Omini) e dal regista ed attore Stefano Cenci insieme al cantautore siciliano Colapesce, indicato da più parti come uno dei legittimi eredi della più alta tradizione cantautorale italiana.

Ed è proprio da un verso di una canzone dell’autore di Egomostro che nasce in Goretti l’idea – subito condivisa con Cenci e successivamente con lo stesso cantante – di uno “studio collettivo sull’infelicità individuale”: viviamo in una società schizofrenica nella quale se non si soffre, se non si sta male, è segno che non ci si è impegnati abbastanza, che non si sta dando il massimo. Allo stesso tempo, la società ci richiede di mantenere obbligatoriamente la forma per essere al passo coi tempi, aggiornati su tutto, pronti a sfoggiare ironia e sarcasmo. La forma della sofferenza viene così condensata in una sorta di party continuo, un disimpegnato frullatore di tutti e tutto, in cui stiamo tutti a fotografare i nostri sorrisi, le nostre gite, le nostre pietanze, preda di questo zapping intimo e personale in cui non riusciamo neppure più a dire se stiamo bene o stiamo male.

Da qui nasce nel trio l’idea di lanciare un grande sondaggio online, chiedendo ai propri followers di raccontare il proprio “star male” per poi costruire, intorno a questi racconti, una drammaturgia collettiva, da restituire live in una scena trasformata in una sorta di tragicomico karaoke bar. Perché, come diceva Voltaire, «tutto ciò che è troppo stupido per essere detto, viene cantato».
Dietro l’apparenza ironica e scanzonata dello spettacolo, emergono però domande tutt’altro che futili: la nostra società sta bene o sta male? E qual è il termine di paragone di questo stare bene o male? Quale è la scala del bene e del male? E i singoli individui stanno bene o male? È poi possibile che stiano bene gli individui di una società che sta male? E viceversa? E poi, in fondo, è mai stato diverso?

«A queste domande – spiegano le note di regia – non ci interessa tanto dare una risposta. Noi ci sentiamo più che altro dei ritrattisti, anzi forse caricaturisti, ci interessa farne un affresco, dando voce a questo benedetto uomo contemporaneo, sentire in cosa crede, di cosa ha paura, cosa lo fa stare bene e cosa male e possibilmente riderne, riderne molto, smisuratamente. Perché c’è davvero bisogno per tutti – checché se ne dica – di ridere come bambini, anche senza motivo, di riderci addosso, perché alla fine, si vede… stanno tutti male.»

STANNO TUTTI MALE
uno studio collettivo sull’infelicità individuale
di e con Riccardo Goretti, Stefano Cenci, Colapesce
direttore dell’allestimento Roberto Innocenti

DOVE? Triennale Teatro dell’Arte

QUANDO? dal 28 novembre all’1 dicembre

PREZZI: 22 euro (intero) – 16 euro (under 30/over 65/gruppi) – 11 euro (studenti)

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