Teste tonde e teste a punta, qualcuno è sempre più uguale degli altri

Al teatro Leonardo la regia di Claudio Orlandini porta in scena un poco conosciuto – ma del tutto riconoscibile – Brecht, ricordato con intensità e consapevolezza artistica. La compagnia Comteatro sposa il testo in tutte le sue sfumature farsesche, commuovendo fra riflessione e ilarità.

foto di Roberto Rognoni
foto di Roberto Rognoni

Ironici e caricaturali i gesti, coerenti con la surrealtà scarna della scena. La presenza attoriale sembra mimare quella dei burattini, movimenti meccanici e nervosi creano maschere, di rilievo la versatilità delle attrici Carola Boschetti, Cinzia Brogliato e Laura Laterza, abili nei continui cambi di costume a lato del palcoscenico, avvolto in una curiosa penombra.

Recitazione solida, piacevole e ritmata la narrazione, il tema della diversità si avvale tanto della finzione quanto della severità della Storia, in uno spettacolo quindi sulla necessità di parità – quella garantita dalla Giustizia.

Il gioco delle parti diventa la chiave di volta, come in un carnevale in cui i ruoli vengono con insolenza invertiti: qui lo scambio mette in risalto l’amarezza che non si può nascondere dietro ad alcuna maschera.

L’appello finale, tutto brechtiano, letto con naturale forza da Orlandini, invita a non accontentarsi, a cambiare, non per capriccio, noia o tornaconto, ma per una comune necessità.

Arianna Lomolino

1 Commento

  1. Lomolino ha il dono di un lessico usato con una sensibilità ed intelligenza tali da permettere di -vedere-la rappresentazione.Bravissima.

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