Teatro Litta: “Suzanna Andler”

suzanna andler
foto Angelo Redaelli

Per l’ultimo spettacolo della stagione 2016/2017 Manifatture Teatrali Milanesi ha scelto di mettere in scena un’opera della scrittrice e regista francese Marguerite Duras, con la traduzione di Natalia Ginzburg e la regia di Antonio Syxty.

Il testo, scritto e ambientato negli anni ‘60, si basa su un sottile e palese intreccio di amori fasulli e tradimenti sinceri che rendono la pièce ancora oggi attuale. Perché scompone, e ricompone sul palcoscenico, sentimenti che appartengono alla realtà di ogni individuo.

Suzanna Andler è un’affascinante quarantenne, sposata a un facoltoso imprenditore che la tradisce, spingendola così tra le braccia di un amante più giovane di lei che però non ama. Michel, a sua volta marito di un’altra donna, sembra invece tormentato tra un’iniziale, convinta presa di distanza (“Avremo una storia senza importanza. Non t’immaginare che sia una gran passione”) e la paura di perderla.

Sullo sfondo Saint Tropez, dove Suzanna sta cercando una villa da affittare per le vacanze. Qui, tra incontri – con Michel e con la presunta amica Monique – e telefonate a casa, Suzanna finisce con l’interrogarsi sull’amore. Quello per Michel (“La notte, se non bevessimo, non potremmo sopportarlo. Non sapevo che non amare potesse essere così spaventoso”) e quello per il marito “Siamo ingiusti con gli uomini come lui. Lavorano come bruti per delle donne che non amano più”).
Le parole di Suzanna sono punteggiate di menzogne, di bugie, di cose non dette, di omissioni formali. Questo suo comportamento non nuoce agli altri più che a se stessa. È una donna che ha paura e forse teme di essere sola, o, semplicemente, di arrivare alla maturità senza aver provato l’impeto gratificante del tradimento.

Il testo della Duras diventa l’occasione per Antonio Syxty di “scomporre” le emozioni e i comportamenti dei personaggi, de-strutturando volontariamente l’origine di un plot che ha i contorni di una vicenda borghese all’apparenza piuttosto comune. E’ l’interrogativo sul sentimento d’amore che interessa al regista, nel momento in cui “il sentimento si scompone rifrangendosi in infiniti specchi ingannevoli e misteriosi, diventando involontariamente scrittura del corpo e dell’emozione in assoluta libertà e indeterminazione” – sempre secondo Syxty.

SUZANNA ANDLER
“…la donna più tradita di Saint Tropez”
di Marguerite Duras
traduzione Natalia Ginzburg
regia Antonio Sixty
con
Caterina Bajetta, Guglielmo Menconi, Elisabetta Scarano, Pietro De Pascalis/Maurizio Salvalalio e con Gaetano Callegaro

DOVE? Teatro Litta

QUANDO? dal 28 giugno al 15 luglio

PREZZI: interi 24€, ridotti 16/12€

 

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