“Sulla strada”: la gioventù di oggi al Franco Parenti

Sulla strada è il teatro che ci piace: regista alla prima esperienza e testo inedito di un giovane attore. Il Franco Parenti dimostra sempre più coraggio puntando anche sui giovani nonostante una programmazione illustre per quanto riguarda grandi nomi sia di attori e registi che di autori. Lo spettacolo, andato in scena al suo debutto dal 13 al 24 gennaio, tornerà dal 3 al 15 maggio.

Francesco Brandi, autore del testo e uno dei due attori, è uno dei giovani attori più promettenti in Italia al momento. Famoso per piccoli ma importanti ruoli al cinema, era già stato notato dai milanesi al Franco Parenti nel 2014 ne Il malato immaginario.

Questo suo testo diretto da Raphael Tobia Vogel, alla sua prima esperienza di regia teatrale, è un testo sulla solitudine, sul tempo, sulla gioventù e prende ispirazione dalla letteratura on the road e dal teatro ed è intriso di sapori che arrivano direttamente dal teatro dell’assurdo.

Lo spettacolo ruota intorno alle figure di Jack e Paul, due uomini che restano bloccati in una bufera di neve e devono trovare il modo di andare avanti, avendo entrambi urgenza a procedere. Risulta semplice per lo spettatore sentirsi un po’ Jack un po’ Paul, figli di una generazione senza prospettive e un po’ inconcludente che cerca comunque il modo per andare avanti, per proseguire lungo quella strada che metaforicamente, come già in Kerouac, rappresenta nient’altro che la vita di tutti i giorni.

Semplice ritrovare se stessi se si è della generazione degli anni ’80 e ancora più semplice ritrovare i problemi della nostra Italia che si erge a giudicare i giovani piuttosto che provare a comprendere il periodo storico che ne ha segnato la formazione.

Il gioco procede in modo lineare grazie al potere comunicativo dei due attori e grazie alla simpatia dei due personaggi. La drammaturgia, anche se richiama molto del già visto, conquista grazie ad ironia e capacità di saper giocare con parole e situazioni comuni che richiamano immediata l’identificazione del pubblico. La regia è molto evocativa ed è un piacere perdere le sicurezze della concretezza a favore di immagini che si trascinano in una bellezza a metà tra il poetico e il cinematografico.

Uno spettacolo da vedere a maggio se adesso non si è avuta l’occasione. Uno spettacolo per i giovani in quanto mostra come sia importante procedere lungo la strada come unico modo per capire chi si è in realtà. Uno spettacolo per chi giovane non è più ma ha bisogno di un remind su quella solitudine che, nonostante i diversi momenti storici, è sempre la stessa.

Francesco Annarumma

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