Recensione: “Trovata una sega!”

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TROVATA UNA SEGA! TAURINO E LO SCHERZO DEL SECOLO

“Non siete voi particolarmente intelligenti né io particolarmente bravo a raccontarla. E’ proprio questa storia che è fatta bene!”

Con questa frase si rivolge al pubblico Antonello Taurino nel corso della sua pièce “Trovata una sega!”, in scena fino a domenica 19 novembre al Teatro della Cooperativa di Milano.

Ed è impossibile dargli torto perché questa vicenda, in cui il caso agisce come se fosse il miglior drammaturgo del mondo (come rileva lo stesso Taurino), ha dell’incedibile.

E’ l’estate del 1984 e l’intera città di Livorno è in fermento perché, dopo 75 anni, iniziano le ricerche delle “Teste di Modigliani”, abbozzi di sculture che il geniale Amedeo avrebbe realizzato nel 1909, salvo poi gettarle nel fosso canale della città toscana in seguito alla cattiva accoglienza riservata alle sue opere da parte dei suoi amici.

Qualcosa che, fino a quel momento, era rimasto solo leggenda, rischia di diventare realtà. Ed è in questo istante che i tre amici Luridiana, Ghelarducci e Ferrucci decidono di organizzare una burla in tipico stile livornese, scolpendo una finta testa in modalità Modigliani e gettandola nel fosso, proprio davanti alla ruspa che stava eseguendo la ricerca. I tre sono tutt’altro che artisti e per realizzarla utilizzano una pietra asportata da un marciapiede, che scolpiscono maldestramente con un trapano Black & Decker (scheggiandola malamente sotto l’occhio) e sporcano con erba fresca, facilmente rilevabile da qualunque analisi. L’operazione ha uno scopo puramente goliardico. I tre vogliono semplicemente farsi una sana risata, consci del fatto che nessuno potrà mai credere che si tratti di un vero Modigliani.

E invece ci credono tutti. E ci credono talmente tanto che tutto il mondo, dagli Stati Uniti alla Cina, si interessa del miracoloso ritrovamento, avallato e autenticato dalla maggior parte dei critici d’arte, convinti dell’autenticità dell’opera. Saranno proprio i tre a confessare lo scherzo e a dimostrare, durante una clamorosa puntata di “Speciale TG1” seguita da 14 milioni di persone, la realizzazione dell’incredibile falso.

Ma ciò che i tre amici non possono sapere è che qualcun altro, operando per conto delle alte sfere del Comune di Livorno, ha già realizzato e gettato nel fosso altre due finte teste, che vengono ritrovate il giorno stesso in cui viene a galla la loro. Sono infatti tre i falsi Modigliani che emergono dal canale di Livorno, tutti riconosciuti come autentici.

Interrompiamo qui il nostro racconto per non svelare le mille altre sorprese che questa storia riserva. Taurino la racconta per un’ora e mezza senza respiro, in cui non si smette mai di ridere, interpretando, con il solo ausilio di un tavolino, due sedie, un pulpito e qualche immagine in video, tutti i personaggi di questa vicenda che dura più di un secolo, dalla nascita di Modigliani fino all’epilogo negli anni ’90 del secolo scorso.

Taurino rappresenta un autentico caso nel panorama teatrale italiano. Il 37enne comico pugliese lavora per anni come cabarettista. Cabarettista di livello, con tanto di partecipazione fissa a Zelig e vittorie nei principali festival italiani di categoria. Ma il mondo del cabaret stava forse troppo stretto all’artista pugliese (laureato in Lettere Moderne con il massimo dei voti e tesi su Carmelo Bene), così, a partire dal 2011, inizia a scrivere vere piece teatrali. Ha voglia di raccontare le morti causate dall’uranio impoverito (Miles Gloriosus, 2011), il malfunzionamento del sistema scolastico (La scuola non serve a nulla, 2016) e lo fa talmente bene che inizia a vincere premi ovunque e a far rappresentare le sue opere anche al Piccolo Teatro.

La sua poliedricità si vede benissimo anche in questo “Trovata una sega!” in cui convivono meravigliosi momenti comici, gestiti con tempi e modalità pressoché perfetti, e ombre drammatiche o addirittura oscure (il breve momento in cui si racconta della misteriosa morte di Jeanne Modigliani, figlia dell’artista livornese, apre lo sguardo, seppure per pochi istanti, al teatro di denuncia sociale).

Momento clou dello spettacolo (da fare le capriole per le troppe risate, saltare e organizzare una “ola”) è senz’altro la presa in giro dei massimi critici d’arte, durante la quale un serissimo Taurino legge tutti i principali saggi in cui veniva riconosciuta l’autenticità e la bellezza dei falsi, lasciando che l’effetto comico si compia alla sue spalle, sullo schermo, all’interno del quale vengono proiettate le foto più goliardiche e volgari dei tre autori dello scherzo, con sottofondo di trapano Black & Decker.

E le vere teste? Sono mai esistite? O è stata solo leggenda? Ce lo rivela Taurino dopo gli applausi, in un sorprendente e fenomenale bis. Ma noi non ve lo riveliamo. Andate a vederlo. E seguite con attenzione questo artista che, ne siamo certi, avrà ancora tanto da raccontarci.

Massimiliano Coralli

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