Recensione: “Tacco 15”

tacco 15
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Bebo Storti debutta al Teatro della Cooperativa con il suo nuovo spettacolo “Tacco 15”. L’attore, noto soprattutto al grande pubblico per il suo lavoro da comico, sceglie di trattare un tema forte come la violenza sulle donne e gli abusi sessuali. Non è certo la prima volta che Storti porta in scena un argomento drammatico e attuale, ma se con “Banche, un ladro in casa” insieme a Fabrizio Coniglio aveva raccontato il dramma delle famiglie finite sul lastrico offrendo al pubblico una chiave comica, stavolta non c’è proprio spazio per le risate e il suo personaggio che inizialmente può strappare qualche sorriso finisce per attrarre su di sè il disprezzo della platea durante lo svolgimento della storia.

taccoCoprotagonista dell’opera è Francesca Giacardi nei panni di Gianna. Gianna e suo padre, due personaggi agli opposti del palco, due vittime che diventano carnefici e che non si incrociano se non a fine spettacolo. Non c’è bisogno che i due dialoghino per avere bene in mente le immagini delle violenze fisiche e psicologiche subite da Gianna in tenera età con tutti i drammatici risvolti che porta dietro anche in età adulta. Il testo cerca di analizzare la natura umana e può dividere il pubblico mostrando due persone segnate nell’infanzia e diventati in modo diverso “mostri” da grandi.

Alcune cose non convincono come l’utilizzo di un paio di filmati di troppo così come le urla di un uomo torturato, mezzi che non sembrano dare qualcosa in più all’opera e che si sarebbero potuti tralasciare, inoltre con l’incedere della storia cresce anche l’idea che lo spettacolo sarebbe potuto essere altrettanto efficace (o forse di più) se trasformato in un monologo della Giacardi.

Giusta invece la scelta di chiudere con le foto di donne vittime di abusi, un duro colpo al pubblico tanto che molti sono costretti a guardare da un’altra parte. E spesso è proprio quel guardare dall’altra parte che diventa il miglior complice della violenza.

Ivan Filannino

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