Recensione: “Supermarket”

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Ci sono posti e situazioni in cui la cattiveria umana riesce a salire ulteriormente di livello. Uno di questi luoghi è il supermercato nel “sacro” momento della spesa. Gipo Gurrado prende questa cattiveria e, aggiungendo una buona dose di cinismo e di umorismo, confeziona “Supermarket”, un non musical che sfiora l’assurdità per poi virare in direzione genialità.

Fin dalla divertentissima intro si riconoscono le inconfondibili note di Gurrado che abbiamo ascoltato con piacere anche in Piombo, altro musical decisamente atipico datato 2017. Un altro filo conduttore tra i due spettacoli sta nella coralità che rende l’opera priva di voci protagoniste; è tutto il gruppo, composto da nove attori, a viaggiare nella stessa direzione rendendo alla perfezione nella sua unione. Il pubblico, però, sembra simpatizzare in modo particolare per Cecilia Vecchio che interpreta l’omonima cassiera. Ottima anche la presenza scenica di Andrea Tibaldi. Il punto di forza sta soprattutto nei testi dei brani, alcuni davvero esilaranti, capaci di disegnare un vero e proprio spaccato di vita quotidiana dove la parodia si avvicina in modo impressionante alla realtà.

La storia è ovviamente ambientata in un supermercato e l’autore ci mette davanti una serie di personaggi e di situazioni tipiche del luogo. Troviamo la coppia di fidanzati, il single con pochi prodotti nel carrello che vorrebbe passare avanti nella coda, la donna col figlio diventato vegano “per colpa” della nuora, la cassiera che sognava di fare la parrucchiera e invece deve battere scontrini. In mezzo si sviluppano episodi tipici di una giornata al supermarket. Clienti che si lamentano per le poche casse disponibili, cassiere col disperato bisogno di andare alla toilette, clienti che si dimenticano di pesare la verdura o che rimangono bloccati col numerino in mano in attesa del proprio turno. Il tutto contornato dagli immancabili annunci che scandiscono il procedere della storia. La parte comica è forte, potremmo dire di trovarci di fronte a un “Grandi magazzini” con sulle spalle 30 anni di evoluzione culturale. Un’evoluzione che permette di ridere toccando temi attuali come il “Never ending shopping” e il disperato bisogno di soddisfare le proprie voglie consumistiche.

L’autore riesce benissimo a stuzzicare l’immaginazione del pubblico perché sul palco quasi nulla richiama a un supermercato, non ci sono prodotti e nemmeno carrelli, ma nonostante questa mancanza non viene in mente di mettere in dubbio l’ambientazione. Ottimo anche il lavoro fatto da Maja Delak per quanto riguarda le coreografie. I movimenti scenici crescono con l’avanzare dello spettacolo trasformandosi in coreografie sempre più articolate.

Con Supermaket Gipo Gurrado ricrea sul palco un mini mondo per un approfondito studio antropologico. Ciò che spaventa è la facilità con cui è facile rivedere se stessi in alcune scene. Chi davanti a un supermercato affollato non ha almeno una volta pensato “Ma nessuno che lavora? Ma non hanno mai niente da fare?”. Più difficile, invece, realizzare che la stessa domanda ha noi come oggetto nella mente di chi ci sta attorno. Così dalla platea le risate non si fermano. Si ride della società, ma con la consapevolezza di farne parte.

Ivan Filannino

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