Recensione: “Spin”

spin

Come ribaltare, distorcere, saltare, evitare, far perdere nel caos dei social media la verità? Ecco che va in scena un corso di sofismo della parola, un misto delle tecniche più contemporanee di comunicazione che nulla se ne fa del contenuto. “SPIN” spettacolo prodotto da Proxima Res in collaborazione con The Spin Masters, è un’anteprima di teatro sonoro realizzato nello spazio, incredibilmente evocativo, TeatroLaCucina ex Ospedale Psichiatrico Paolo Pini.

Dany e Ferdy, due estrosi Spin Doctor (ovvero esperti di comunicazione), riescono con le loro strategie, spinti da una forte passione politica e credendo di far parte di un vero progetto di cambiamento sociale, a far salire al governo il movimento “La Svolta”. Le loro speranze si scontrano presto con una grande delusione quando il leader viene arrestato per corruzione e molti dei fondatori si scoprono essere tutt’altro che una novità nei modi e nelle dinamiche di potere.
Così rimangono disoccupati e delusi. Ma da veri comunicatori non possono certo rimanere fermi e arrendersi. Tra giochi di parole, ribaltamenti del reale e la manipolazione dell’opinione confondono a tal punto la storia da convincere anche se stessi delle proprie bugie.

Massimiliano Speziani ed Emiliano Masala interpretano in modo ironico e da veri attori mattatori il testo di Renato Gabrielli. Sono seguiti e sostenuti in scena dal musicista Gaetano Cappa. Insieme a loro gioca sapientemente con i suoni e con la distorsione del suono. E’ tutto minimale ma molto efficace. Spin rappresenta la totale inconsistenza della realtà manipolata dal marketig e dalle tecniche di comunicazione che caratterizzano il nostro tempo. La vittoria delle opinioni al di la di ogni dato oggettivo. Il contenuto non è più importante. Non serve. E’ vero solo quello che serve che lo sia. Giochi prestigio che sono tutto e niente.

Eppure queste invenzioni travalicano tutto, diventano potenti, verità assolute per un breve istante che poi svaniscono nell’oblio della rete. Come riconoscere una informazione vera da una falsa in questo delirio?
I due protagonisti, incapaci di accettare il fallimento, inventano una realtà alternativa fatta di buone intenzioni e illusorie vocazioni. Vengono a loro volta travolti dalle loro mezze verità.

In mezzo rimane il caos incomprensibile di chi vive nel quotidiano le conseguenze di questa caduta di ideali e di responsabilità sociali. Un paese perso tra frustrazioni, egoismi e paura del diverso.
Ma non temete, non sapremo la verità. Anche chi l’ha inventata non sa più riconoscerla.

Michele Ciardulli

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