Recensione: “Sic transit gloria mundi”

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La gloria terrena dura giusto il tempo che una palla di stoppa impiega a bruciarsi. Sic transit gloria mundi. Questo l’incipit dell’omonimo spettacolo in concorso a TeatrOfficina 2018, uno lavoro firmato Ippogrifo Produzioni, scritto e diretto da Alberto Rizzi e interpretato da Chiara Mascalzoni.

Tutto nasce da una domanda. Quale è la caratteristica indispensabile per essere papa? Inutile andare a cercare nella fede o nella morale, la risposta è molto più semplice, per essere papa è sufficiente essere di sesso maschile, tutto il resto è secondario. Inizia così un viaggio all’interno della chiesa cattolica, un tragitto molto brillante e divertente, ma più che mai accurato a livello storico. Il testo di Rizzi non punta solo a dilettare il pubblico, ma diventa un vero e proprio documentario basato su fonti ufficiali che la compagnia mette anche a disposizione di chi voglia approfondire l’argomento. Ben due anni di studi per confezionare questo lavoro che regala un’ora e una quarto di piacevole e intelligente intrattenimento.

sic transitNessuna mancanza di rispetto nei confronti della Chiesa, ma tanta ironia in uno spettacolo perfettamente interpretato da Chiara Mascalzoni. Il suo monologo scorre piacevolmente, a metà strada tra il cabaret e il già citato documentario storico, senza annoiare lo spettatore. L’attrice non abbassa mai i ritmi, prende possesso dell’intero palcoscenico, anche grazie alle sedie che compongono la coreografia, e intrattiene il pubblico con le sue parole e la sua mimica accompagnata dalle note di Bach e Beethoven. Ci vengono così presentati pontefici assassini, pedofili, lussuriosi, scopriamo le dottrine di grandi teologi dell’antichità come Sant’Agostino fino ad arrivare a Wojtyła, Ratzinger e Bergoglio. Tutti interpretati con ironia (e col giusto accento) e tutti ad evidenziare il maschilismo presente nella chiesa cattolica, da sempre ostile ad aprire alle donne le porte del sacerdozio.

La ricerca storica lascia poi lo spazio alla fantasia perché il momento della prima papessa è arrivato, qui Alberto Rizzi e Chiara Mascalzoni fingono un finale banale e retorico, ma la freddura è dietro l’angolo e immancabile arriva a far calare il sipario su questo spettacolo che continua a girare l’Italia e che ha tutte le carte in regola per far breccia su un’ampia fetta di pubblico.

Ivan Filannino

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