Recensione: “Prima che arrivi l’eternità”

eternità
foto Elisa Nocentini

A un anno di distanza da “Il monopolista”, quotidiana.com torna al Teatro PimOff di Milano per portare in scena il nuovo lavoro “Episodi di assenza #1. Prima che arrivi l’eternità – scienza vs. religione”.

Stavolta sul palco insieme a Roberto Scappin e Paola Vannoni ci sono Roberto De Sarno, Pietro Piva e Antonella Spina per formare un quintetto alle prese con un lavoro nel quale coralità e coordinazione sono a dir poco fondamentali.

Il tema del confronto tra scienza e religione è stato affrontato più volte a teatro, quotidiana.com si aggiunge alla lista ma lo fa con il suo inconfondibile stile. Sul palco cinque palloni bianchi e cinque attori vestiti dello stesso colore che mettono in scena una messa profana capace di portare all’attenzione dello spettatore una lunga serie di quesiti ai quali scienza (veritùà perfettibili) e religione (verità immutabili) cercano di dare la propria personale risposta. Come tenere a bada le disperazioni, preoccuparsi in cosa si sta discendendo piuttosto che pensare da chi discendiamo sono alcuni degli argomenti messi sul piatto con nel mezzo una critica al mondo teatrale in una parentesi di metateatro con gli attori impegnati a scrivere una drammaturgia.

Un flusso di coscienza a cinque voci in cui emergono i tratti principali di quotidiana.com, battute, controsensi, paradossi e tanto sarcasmo con un costante richiamo alla parola putto, allegoria di ciò che è il teatro della compagnia romagnola fatto di impertinenza, irriverenza e sberleffo.

Ad impreziosire lo spettacolo una colonna sonora decisamente variegata con “Love me tender” di Elvis in apertura a cui si aggiungono canti religiosi, vasco rossi, l’inno alla gioia di Beethoven, Enzo Iannacchi, Spara Jurij dei CCCP, “Stasera mi butto”, “Romagna mia”. Musiche e coreografie fondamentali per far riprendere il respiro al pubblico prima di tuffarsi in un’altra raffica di aforismo.

Chi si aspetta un vincitore tra scienza e religione rimarrà deluso, la partita si conclude con tante singole sfide che non vedono una prevaricazione netta. I due contendenti sono difesi a spada tratta dai propri rappresentanti e allora il verdetto resta aperto con la religione sempre ancorata alle proprie origini e la scienza costretta a dare risposte anche a chi proprio non le vuole ascoltare.

Ivan Filannino

Be the first to comment

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*