Recensione: “Non mi hai più detto ti amo”

non mi hai più detto ti amo

A 20 anni dal grandissimo successo di “Grease”, Lorella Cuccarini e Giampiero Ingrassia tornano insieme a Milano con “Non mi hai più detto ti amo” commedia scritta e diretta da Gabriele Pignotta in scena al Teatro Manzoni. Entrambi i protagonisti in questa stagione teatrale sono passati dal capoluogo lombardo con due fortunati musical, ma con due ruoli distanti anni luce da quelli interpretati al Manzoni. Lei la tremenda principessa Turandot ne “La regina di ghiaccio”, lui nei panni femminili dell’irresistibile Edna di “Hairspray”.

In “Non mi hai più detto ti amo” interpretano una coppia di sposi sulla cinquantina alle prese con le difficoltà di tuttinon mi hai più detto ti amo i giorni compresi due figli appena usciti dall’età adolescienziale. Per Lorella Cuccarini si tratta della prima esperienza nel mondo della prosa e l’impostazione televisiva/cinematografica è ovviamente presente nella sua recitazione, il suo carisma però è intatto e fa sempre colpo sul pubblico. Giampiero Ingrassia, invece, ancora una volta si conferma un artista istrionico capace di passare con grande naturalezza dal musical alla prosa dando sempre splendore e credibilità ai suoi personaggi. Ottima prova anche per i due giovani Raffaella Camarda e Francesco Maria Conti nei panni dei figli mentre completa il cast Fabrizio Corucci nel comico ruolo del signor Morosini.

C’è da dire che l’affiatamento tra Lorella Cuccarini e Giampiero Ingrassia non si arrugginito col tempo, la lunghissima tournée fatta insieme due decenni or sono ha lasciato il segno ed è un piacere vederli nuovamente “ballare” sul palco, stavolta senza il “tell me more tell me more” (aka “Summer Nights”) di Grease ma col puro rock di “I was made for loving you” dei Kiss.

Gabriele Pignotta, impeccabile nelle sue scelte registiche, presenta un testo che poteva essere puntellato meglio in alcune battute un po’ troppo tirate per i capelli, ma che ha il merito di presentare una storia di vita reale in cui tantissime coppie possono immedesimarsi senza fatica. Lo stress del lavoro per il marito, la voglia di maggior indipendenza della moglie, un figlio perfetto negli studi ma molto “mammone”, una figlia già matura ma che dovrebbe seguire una strada diversa da quella universitaria. Il primo atto scorre via piacevolmente e attira l’interesse dello spettatore coinvolto nel cercare di capire il motivo dello strano comportamento della Cuccarini. Il secondo atto, invece, andrebbe forse un po’ snellito perché, una volta che il “mistero” viene svelato e si inizia a giocare a carte scoperte, l’attenzione  tende un a calare.

“Non mi hai più detto ti amo” conferma le aspettative del pubblico presente a teatro per assistere a una brillante commedia che ha in più il merito di toccare temi vicini alla gente. Guardando lo spettacolo, però, è forte la convinzione che quest’opera potrebbe perfettamente trasformarsi in una sitcom con un moto restaurativo di fine anni ’80-primi anni ’90 quando bastava un marito, una moglie e possibilmente almeno un figlio per poter andare in tv. Anche la scenografia sembra fatta apposta per essere trasportata in uno studio televisivo. Stiamo solo divagando ovviamente, ma con questo cast e questo regista “Non mi hai più detto ti amo” potrebbe stare senza problemi in un palinsesto pre serale, magari con tanto di pubblico ad assistere alle registrazioni come avviene in alcune fortunate sitcom statunitensi.

Ivan Filannino

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