Recensione: “Miles gloriosus”

miles gloriosus
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Al teatro della Cooperativa di Milano va in scena “Miles Gloriosus …ovvero morire di Uranio impoverito” dal 14 al 24 febbraio.

Il progetto nato otto anni fa, dall’originale autore e attore Antonello Taurino e interpretato insieme a lui da Orazio Attanasio, resta ancora fortemente attuale e originale nella scelta della efficace messa in scena. Lo spettacolo sa essere graffiante. Oscilla tra farsa comica, tanto amata dall’autore ispirata ai Monty Python, e la drammaticità di un fatto di cronaca che segna pesantemente un pezzo di storia italiana.

Il caso riguarda le missioni di pace degli anni 90 durante le quali sono state utilizzate, con una sottovalutazione terribile dei rischi annessi, proiettili di uranio impoverito dall’esercito italiano. Con l’ulteriore mancanza di aver lasciato i soldati impreparati nella conoscenza e nelle attrezzature di sicurezza.
Una questione che coinvolge direttamente il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, allora ministro della difesa, e che attualmente, a trent’anni di distanza conta 335 morti e 3800 malati.

Taurino incrocia la narrazione alla vita dell’artista chiamato a confrontarsi non solo con un tema così pesante, ma spesso anche in condizioni produttive complesse e sempre più surreali.

miles gloriosusPer raccontarla usa l’escamotage narrativo di due scapestrati artisti, Mimmo e Pasquale, che lottano tutti i giorni per continuare a fare il proprio lavoro, saltando da un matrimonio (molto remunerativo) alla scelta, quasi casuale, di un tema civile non ancora trattato che possa attirare l’attenzione. I due infatti scelgono il tema dello spettacolo in costume, seduti su due sedie a sdraio, dopo aver cercato un dramma sociale che ancora non fosse stato interpretato dal loro acerrimo nemico Paolini o prodotti negli ultimi anni. Una specie di gara al dramma, o per i più cinici, alla sfiga, che diventa una paradossale scusa non solo per parlarne, ma anche per porsi all’attenzione delle scene nazionali.

Ovviamente la produzione dello spettacolo è a costo zero, con tutti i problemi conseguenti nel mantenere la concentrazione mentre non sai bene come arrivare a fine mese. I due lottano per resistere e cercare di affrontare con la giusta serietà l’obiettivo che si sono posti. Rimbalzano tra commesse di matrimoni allettanti e cercando di trovare un debutto dignitoso per il progetto.

I due attori hanno una complicità affinata nel tempo e sanno intrattenerci, durante quasi due ore di spettacolo, facendoci ridere e commuovere. Ascoltiamo le storie dei soldati italiani mandati in “missione di pace” in luoghi lontani e in condizioni molto simili alla grottesca rappresentazione delle prove dei due artisti. Un mix di cattive abitudini che non riusciamo a toglierci di dosso e che continuano a perdurare.

L’unico rischio nel quale incorre lo spettacolo è proprio nella comicità che a volte sembra prevalere rispetto ad un equilibrio delicato dettato dalla scelta espressiva.

Uno spettacolo sicuramente da vedere, che sa colpire e restare impresso nella mente.

Michele Ciardulli

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