Recensione: “Libera nos domine”

libera nos domine

Dal 12 al 14 aprile va in scena “libera nos domine”, one-man-show nello stile del teatro-canzone di e con Enzo Iacchetti al teatro Menotti di Milano con la regia di Alessandro Tresa.

Il celebre attore e conduttore televisivo torna a calcare il palcoscenico in una veste completamente inedita, quella di se stesso.

Infatti non si tratta di uno spettacolo in cui l’attore interpreta un personaggio, e non è neanche uno show cabarettistico: ci si trova di fronte ad uno Iacchetti spogliato di battute e tormentoni, ma pronto a svelare i dubbi, le ansie e le paure che lo hanno afflitto nel corso della sua esistenza. Iacchetti si racconta in un monologo intervallato da canzoni di Gaber, Jannacci, Faletti, Guccini (del quale esegue il brano che dà il titolo allo spettacolo) e alcune composte da lui stesso.

Ciò che sorprende di questo spettacolo sono la rabbia e la fragilità di un uomo che invece appare sempre sorridente e dalla battuta pronta. È facile dimenticare che dietro uno schermo televisivo e stipendi da capogiro ci siano uomini e donne in carne ed ossa e come tali pieni di ansie e paure.

Iacchetti esprime i propri pensieri e giudizi riguardo l’amore, l’amicizia, l’avvento della modernità e della tecnologia in un atto liberatorio e a tratti provocatorio; tuttavia, a volte, sembra prevalere la volontà di “fare la morale” allo spettatore.

Spettacolo interessante e dalla messa in scena molto accattivante grazie alle animazioni proiettate di Francesco Crispi che prendono vita sul palco, accompagnando Iacchetti nel suo percorso di liberazione.

Francesca Parravicini

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