Recensione: “L’arte della gioia”

arte della gioia

Dal 3 al 12 maggio va in scena al teatro Franco Parenti “l’arte della gioia”, reading teatrale dell’omonimo romanzo di Goliarda Sapienza, produzione ATIR Teatro Ringhiera con Sandra Zoccolan e Guido Baldoni alla fisarmonica.

Lo spettacolo riporta gli episodi più salienti della vita della protagonista del romanzo dalla travagliata infanzia all’età adulta. Modesta, bambina, ragazza e donna ha una visione del mondo personale ed unica: ciò che le dà gusto e piacere è ciò che muove la sua vita.

Modesta (nome in piena antitesi con il carattere della protagonista), nonostante la vita complicata resta una donna forte e assolutamente positiva, che gode davvero della propria vita, senza mortificarsi in regole e preconcetti imposti da una società repressa e bigotta. Lei invece non rinuncia a nulla, dà ascolto al proprio mondo interiore, e lo asseconda prima nella scoperta e poi nell’esperienza di una sessualità libera e appagante. Elemento ricorrente è il mare simbolo di vastità e libertà, tanto anelato dalla protagonista fin da bimba, quanto lontano e sconosciuto. Modesta riuscirà a raggiungerlo dopo anni e anni, in un percorso di crescita e maturazione, privo rimpianti e coronato dal raggiungimento della piena consapevolezza di sé.

Sandra Zoccolan è meravigliosamente brava a dar vita non solo a Modesta, ma anche a tutti gli altri personaggi che ruotano attorno alla vita della donna, tant’è che per poco ci si dimentica di avere di fronte un’unica attrice. Ognuno di loro, il giovane Tuzzo, Beatrice, Madre Leonora, Carmine e Joyce, sono ottimamente caratterizzati da movenze, comportamenti e voci ben eseguite dall’attrice. La fisarmonica, suonata dal vivo da Guido Baldoni, si unisce alla scena creando un eccezionale connubio tra parole e musica: quest’ultima pare accompagnare e commentare la vita di Modesta, dialogando con lei, dando voce attraverso le note ai suoi pensieri, sentimenti e desideri.

Spettacolo interessante e d’ispirazione, che affascina lo spettatore lasciandogli il cuore carico di quell’eccitazione vitale che muove Modesta in tutte le sue azioni, il cui continuo esercizio l’ha resa padrona di quell’ars vivendi che è l’arte della gioia.

Francesca Parravicini

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