Recensione: “La regina di ghiaccio”

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LORELLA CUCCARINI E LA MAGIA DI TURANDOT

Spesso etichettare uno spettacolo come “adatto a grandi e piccini” può risultare una banalità o una frase di facciata, ma nel caso del musical “La regina di ghiaccio” tale definizione non è certo un atto di piaggeria. Lo spettacolo, riesce, infatti a unire elementi in grado di coinvolgere un pubblico di tutte le età. Innanzitutto racconta la fiaba persiana di Turandot che il grande pubblico ovviamente conosce grazie all’opera lirica di Giacomo Puccini, c’è una storia d’amore mista a sofferenza, ci sono le principesse tanto amate dalle bambine e l’eroe che piace ai bambini. Ma soprattutto c’è Lorella Cuccarini come protagonista, un nome sempre amato dagli spettatori italiani e capace di non deludere mai una volta sul palco.

regina di ghiaccioTutto il cast funziona, con le tre streghe Valentina Ferari, Federica Buda e Silvia Scartozzoni che offrono le prove più pop del musical. Ottima la recitazione e l’assolo canoro di Paolo Barillari nei panni dell’imperatore Altoum, molto da fumetto invece i ruoli di Daniela Simula, Sergio Mancinelli, Giancarlo Teodori, Jonathan Guerrero e Adonà Mamo rispettivamente Chang ‘è, Yao e i tre ciambellani Ping, Pong e Pang. A loro il compito di divertire il pubblico in uno spettacolo che con grande semplicità e naturalezza inserisce anche qualche riferimento all’omosessualità, tema spesso bandito nelle opere per famiglie.

Il team creativo è lo stesso di Rapunzel con Maurizio Colombi alla regia che anche questa volta riesce bene a mettere insieme i tanti pezzi di un puzzle complesso come può essere un musical. Impossibile poi non spendere due parole sugli sfarzosi costumi di Francesca Grossi e sulle scene di Alessandro Chiti, che, con le dovute proporzioni, richiamano a quelle di un’opera lirica. A curare le musiche originali sono invece Davide Magnabosco, Paolo Barillari, Alex Procacci e Alberto Schirò. Non tutte le canzoni fanno breccia nella testa del pubblico, ma il brano più atteso in un musical d’amore, ovvero il duetto dei due protagonisti, è da promuovere a pieni voti e l’idea di creare un cd coi 18 canzoni non è per niente malvagia.

Chiudiamo tornando proprio ai protagonisti Lorella Cuccarini e Pietro Pignatelli che conquistano a pieno merito gli applausi del Teatro degli Arcimboldi. La Cuccarini con tutta la sua bellezza non fa fatica a interpretare una giovane principessa, è pienamente padrona della scena e convince con la sua inconfondibile voce. Pignatelli è un eroe a tratti spavaldo e in altri momenti sopraffatto dal sentimento, la sua versione del “Nessun dorma” riesce a emozionare il pubblico e a rendere onore al maestro Puccini.

“La regina di ghiaccio” non delude le aspettative e si conferma uno spettacolo piacevole, capace di allietare i grandi ed entrare nel cuore dei bambini. Ha inoltre il merito di offrire una novità nel panorama del musical italiano con una produzione totalmente originale e made in Italy in un ambiente che troppo spesso preferisce affidarsi ad idee che arrivano dall’estero.

Ivan Filannino

 

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