Recensione: “Kitsch and Tonic”

kitsch and tonic

Dal 25 al 27 Gennaio è andato in scena lo spettacolo Kitsch e Tonic con la regia di Piera Mungiguerra, act coaching di Francesco Meola e Claudia Gambino con Maura Bertoia, Andrea Galli, Francesca Minelli, Maurizio Panfilo,Giuseppe Pelagalli, Carlotta Rovaris.

Lo spettacolo racconta la vicenda di tre coppie altamente improbabili che si ritrovano, costrette dalle circostanze, a passare il Natale insieme, per ben 3 anni di fila. Ogni anno la situazione peggiora, poiché si passa dal Giallo limone acceso della casa di Betty e Tony nella prima scena, al degrado e decadimento dell’abitazione di Richard e Sharon, passando prima per l’ambiente buio e asettico dell’appartamento di Steve e Joy. Ciascun ambiente/abitazione rispecchia la personalità dei proprietari, che ritraggono grottescamente i “tipi” umani della società moderna in cui lo spettatore si può riconoscere (se non completamente, almeno in qualche aspetto o sfumatura): il mondo femminile è rappresentato da Betty, la casalinga disperata e germofobica affetta da alcune carenze nella conoscenza del lessico di base, Sharon, la classica riccona che passa le proprie giornate a ubriacarsi e a cercare nuovi stimoli al di fuori del matrimonio e infine Joy apatica e depressa, che tenta di suicidarsi ad ogni occasione senza successo. La contro parte maschile, che non è da meno, invece è composta da Tony, marito/ zerbino di Betty, Steve ex teen star della tv, con ambizioni a dir poco esagerate (vuole erigere una torre gigantesca, molto probabilmente per desiderio di compensazione) e infine Richard, ricco finanziatore dalla voce stridula che se ne infischia completamente della moglie. Un mix di personalità rischiosamente infiammabile che esplode sul palcoscenico in un susseguirsi di momenti tragicomici e volutamente trash (ad esempio Betty che entra pulendo il pavimento sulle note di I want to break free, o il cane marionetta sono davvero esilaranti). Apprezzabili sono anche i riferimenti e alla cultura pop degli ultimi anni, come la citazione alla gag di Frau Blucker di Frankenstein Junior.

Visivamente lo spettacolo risulta essere di grande impatto, poiché la messa in scena, la scelta dei costumi e il disegno luci e suoni rispecchiano in modo accurato la personalità dei personaggi e le situazioni che accadono scena dopo scena, conferendo così alla commedia una valore aggiunto. Molto interessante è la scelta registica dei cambi scena a vista, coreografati in musica, dove gli attori, uscendo dai propri personaggi, commentano e si aiutano tra loro nella costruzione della scenografia.

In conclusione, lo spettacolo è molto godibile, divertente e ricco di professionalità. Si può dire che la rappresentazione regala allo spettatore una serata spensierata e allegra, in cui, rispecchiandosi nei personaggi, si può ridere ed esorcizzare quei difetti e limiti che fanno parte della società umana.

Francesca Parravicini

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