Recensione: “Jeanne Valois – L’intrigo della collana”

jean valois
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Thomas Centaro e la sua compagnia tornano al Teatro Pime, ma se il pubblico si era abituato a musical e parodie, stavolta tocca alla prosa con “Jeanne Valois – L’intrigo della collana” scritto nel 2004.

Uno spettacolo che capita a pennello in occasione del 45esimo anniversario del manga Lady Oscar e del 35esimo della messa in onda del cartone animato in Italia. Oscar François de Jarjayes non c’è sul palco, sostituito da Alain Bretuil, ma la storia ripercorre fedelemente quella narrata da Riyoko Ikeda che a sua volta si rifà ad un fatto realmente accaduto e che ha contribuito allo scoppio della Rivoluzione Francese.

C’è tanto di cinematografico in quest’opera come i moltissimi cambi di scena che costringono all’utilizzo di una scenografia virtuale proiettata alle spalle degli attori. Video, musiche ed effetti speciali sono da sempre colonne portanti degli spettacoli di Thomas Centaro, anche in questo caso affiancato dall’art director Andrea Centaro. Musiche che in molti casi arrivano direttamente dal cartone animato e proprio come in un cartone animato rimangono in sottofondo ad accompagnare le voci degli attori e per i nati tra la fine degli anni’70 e i primi anni ’80 il ricordo dei pomeriggi davanti alla tv a guardare Lady Oscar non può non tornare alla mente. Splendidi i costumi settecenteschi disegnati da Alessandra Di Fonzo nel 2004.

Il racconto percorre 23 anni di storia e per questo il regista decide di raddoppiare il cast con personaggi giovani e personaggi adulti. Alcuni attori sono molto giovani, altri non hanno il teatro come primo impiego per questo a volte la recitazione può tentennare un po’, ma va comunque sottolineata l’ottima prova di Alessandra Ruta nei panni della protagonista Jeanne Valois così come quella della sua controparte giovane Annalisa Longo. Bravi anche Andrea Bonati, Raffaella Marchegiano e Alessandro Fortarezza che interpreta un Nicolas de la Motte che prende fiducia col passare degli anni pur rimanendo succube della moglie. Da segnalare anche alcune scene di grande impatto teatrale come lo scambio epistolare che segna il passaggio di consegne tra i due cast e l’incontro tra la finta regina Maria Antonietta e il cardinale de Rohan accompagnato dalla splendida esibizione dal vivo del soprano Sofia Kriklenko. Non mancano poi certi tocchi tipici di Thomas Centaro come festeggiare il compleanno della contessina non sulle note di un valzer, ma in discoteca coi personaggi che per un attimo tornano ad indossare abiti contemporanei.

L’obiettivo mai nascosto dell’autore è quello di divertirsi e far divertire il suo pubblico e il raggiungimento di questo scopo mette in secondo piano qualche piccola imperfezione. Un pubblico che con gli anni continua a consolidarsi e ad allargarsi, riempire un teatro capiente come il Pime non è poi così facile, Thomas Centaro ci riesce portando in platea gente di tutte le età, risultato che vale più di una mezza battuta sbagliata o di un microfono alzato in leggero ritardo.

Ivan Filannino

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