Uno sguardo su “Erectus”

erectus
foto Simone Cargnoni

Per il festival Da Vicino Nessuno è Normale, va in scena un rito liberatorio di anima e corpo, di uomini trascinati da un moto frenetico di grande intensità. Movimento, danza, gesto in continua evoluzione e trasformazione. Lo spettacolo Erectus della compagnia Abbondanza/Bertoni, è un tornado di energia e vita che coinvolge e affascina il pubblico.

La scena è nuda, come i ballerini che lo animeranno. Sullo sfondo, come se fosse un’opera viva, il fondale viene animato dal vento. Anche lui danza e svela lentamente l’immagine di un cavallo di razza, il suo sguardo magnetico ed elegante, le sue forme perfette e potenti. Quattro danzatori, con caratteristiche fisiche e stilistiche diverse, entrano ed escono dalla scena. Guidati dalla musica free Jazz di Charles Mingus mescolano assoli a coreografie corali che sembrano nascere per caso e sciogliersi nello stesso mondo. Un progetto coreografico che gioca con il caso e lo guida dandogli regole segrete che generano magia. Lo scorrere del tempo e delle azioni sono divise da quattro capitoli che partono dall’uomo per arrivare alla ricerca del corpo puro, dell’istinto primordiale della natura/animale. Non sono solo corpi, ognuno di loro è un universo unico e irripetibile. La storia dei danzatori Marco Bissoli, Fabio Caputo, Cristian Cucco e Nicolas Grimaldi Capitelli, si legge in ogni gesto. Non c’è narrazione ma solo un’esperienza da condividere per andare oltre lo stereotipo del corpo, per concentrarsi sulla ricerca di verità che la compagnia condivide con gli spettatori.

Nel Freejazz lo spettacolo trova la sua summa e la sua guida. Tecnica e anima insieme. Come questa musica non ci sono schemi, è frammentata, irregolare. Coglie da ogni cultura e stile in un magma liberatorio, talvolta lirico, talvolta al limite con l’anarchia più assoluta dei suoni. Non ci sono scatole o etichette che possono contenerla.

“C’è qualcosa nell’esteriorità di un cavallo che si attaglia all’interiorità di un uomo” W.CHURCHILL.

Alla fine tutto si ferma. Dopo essere stati travolti dalla tormenta restiamo in silenzio a guardare uno scorrere di immagini che seguono le forme del cavallo che non percepisce la sua nudità. Che non prova nessun pudore. Qualcosa di arcaico ci lega alla sua figura possente. Resta impresso il suo sguardo puro e la sua forza. Stimola in noi il desiderio di conoscere qualcosa in più su quello che siamo. Sulla nostra essenza.
Erectus è certamente uno spettacolo da non perdere, denso dell’esperienza e della competenza di una compagnia che ha saputo attraversare i tempi e le mode mantenendo la sua identità unica.

Michele Ciardulli

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