Recensione: “Coma Quando Fiori Piove”

coma quando fiori piove

<<Se si potessero misurare i balzi dell’attenzione, il lavoro dei muscoli oculari, i moti pendolari dell’anima e tutti gli sforzi ai quali un individuo che cammina per strada deve sottoporsi per non essere travolto, si otterrebbe una quantità probabilmente in confronto alla quale la forza impiegata da Atlante per sostenere il mondo è poca cosa>>. Figurarsi se per strada, in tal tragitto, ci si imbattesse in Dio, o come nominar lo si voglia.

Coma quando fiori piove, spettacolo di Walter Leonardi e Carlo G. Gabardini, vincitore de I Teatri del Sacro 2017 e in scena al Teatro Elfo Puccini dal 10 al 14 aprile 2018, è un viaggio lisergico nella consapevolezza assopita di un cinquantenne pacifico, o neghittoso e buffo.

coma quando fiori pioveFedele ai canoni della letteratura di viaggio, un uomo, interpretato da Walter Leonardi, alla stessa stregua del sommo fra gli svagati, intraprende il suo cammino comatoso ripercorrendo le tappe esistenziali che sanciscono i riti di passaggio socialmente imperati ad ogni essere umano ingabbiato in congetture civili, o incivili.

Qui non c’è Virgilio, si viaggia in prima classe accompagnati direttamente da Dio, proprio come Jim Carrey. Non ghiandole da gonfiare, né apparato politico da criticare, nemmeno amori platonici da coronare. In coma, il protagonista è esposto alla valutazione della propria esistenza in direzione fatalista e contraria. La morte aleggia sovrana e non sempre celata nei discorsi degli attori carichi di una comicità funzionale e funzionante per ossimoro.

Paola Tintinelli e Alice Redini sono le “fiere” ruggenti ed esilaranti della scena. Con sapienza e compensazione scandiscono le paturnie, per una volta maschili, di una esistenza forse troppo arrovellata nel desiderio e nella mancanza più che nell’azione proficua.

Ma chi non è in coma, oggigiorno, scagli la prima pietra.

Alessandra Cutillo

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