Recensione: “1985 – Un racconto di Natale”

un racconto di natale

Dal 11 al 16 di dicembre è andato in scena in prima nazionale al Teatro della Cooperativa lo spettacolo “1985: un racconto Natale” di Massimiliano Loizzi e Patrizia Gandini, diretto e interpretato da Massimiliano Loizzi, una produzione Mercanti di Storie.

Lo spettacolo è a dir poco commuovente: Massimiliano Loizzi racconta la storia di un uomo, che non è mai riuscito a superare davvero la morte della madre, avvenuta trent’anni prima, nel giorno della vigilia di Natale del 1985. Tale trauma segna per sempre la vita del protagonista, anche perché in un momento così fragile, il padre crolla nell’alcolismo senza mai più uscirne, incrinando irrimediabilmente il rapporto con il figlio.

Si tratta della storia di uomo che ha perso molto, e che, nonostante la vita vada avanti e lui cerchi in qualche modo di sopravvivere, la rabbia e la tristezza filtrano il suo modo di guardare realtà, gettandolo in un baratro della schiavitù dell’alcol proprio come il padre.

Eppure, le seconde occasioni, i miracoli a volte accadono veramente e, proprio il 24 dicembre del 2015, mentre egli è solo, cacciato di casa dalla compagna perché ubriaco per l’ennesima volta e deluso da se stesso, riceve un pacco che si era perso nei meandri di un ufficio postale 30 anni prima: al suo interno si trova una musicassetta, su cui è registrato un messaggio della madre, la quale, ormai in fin di vita, chiede al marito e ai figli ricordarla felice, di ricordare l’amore dato e ricevuto e di vivere pienamente le proprie vite e che, nonostante l’esistenza sia un mistero pieno di incognite e contraddizioni, è stata una fortuna essersi incontrati ed amati.

Tali parole trafiggono il cuore del protagonista come una spada infuocata e piange tutte le lacrime che non aveva versato negli ultimi trent’anni. Come in una catarsi, prende la decisione di non buttarsi più via, di riassumere il controllo della propria vita e di viverla pienamente.

Si potrebbe dire che lo spettacolo è una versione moderna del canto di Natale, il celebre racconto di Charles Dickens citato dallo stesso attore, definendolo come la favola per eccellenza, la favola delle seconde possibilità. E una seconda occasione l’ha avuta anche il protagonista della storia, potendo finalmente tornare a vivere dopo 30 anni e più di buio.

Lo spettacolo è davvero coinvolgente, Massimiliano Loizzi ha la capacità di incantare il pubblico, con la sua spontaneità, stemperando la drammaticità del racconto con un cinismo, ironia e citazioni alla cultura pop degli anni 80, in particolare la saga cult di Star Wars che fa da sfondo alla vicenda ( non si può non menzionare un fatto accaduto alla replica del 15/12 in cui, alla fine dello spettacolo alcune persone tra il pubblico lo hanno acclamato dicendogli “bravo” e lui ha risposto alla Ian Solo “Lo so.”).

Uno spettacolo unico, vero e sincero che si spoglia di tutti i buonismi e falsità, che racconta di un dramma straziante ma che si può superare: questo è il messaggio che tale storia vuole lasciare, ovvero che per essere felici, bisogna essere capaci di perdonare il passato, cogliere la seconda occasione e avere il coraggio di rischiare ancora.
Ci si augura che tale spettacolo possa tornare presto sulla scena milanese, perché merita di essere visto.

Francesca Parravicini

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