“Quel che resta”, intervista a Monica Faggiani

Il 30 novembre torna in scena Monica Faggiani che sarà alla Corte dei Miracoli con “Quel che resta”, il suo vibrante e potente monologo, che è diventato in pochissimo tempo un piccolo cult teatrale. Non solo spettacolo però, l’1 e il 2 dicembre, sempre alla Corte dei Miracoli, l’attrice, autrice psicologa e counselor, condurrà nelle giornate dell’1 e 2 dicembre il workshop LIBERA-MENTE PROFONDA-MENTE POSITIVA-MENTE. Un importante doppio appuntamento del quale abbiamo parlato proprio con Monica Faggiani.
Monica, sappiamo quanto è legata a quel “Quel che resta”, ma si aspettava una reazione così calorosa e appassionata da parte del pubblico?
No, anzi inizialmente avevo paura che il testo potesse essere travisato e preso solo come vicenda individuale. Invece mi ha colpito come un’esperienza, se sei in grado di raccontarla come universale, venga accolta in maniera strabiliante. Ho avuto donne e uomini che mi hanno aspettato a fine spettacolo raccontandomi le loro esperienze e ognuno prendeva il brandello che gli era utile per aprirsi. Per me la cosa più emozionante non era solo il grado di identificazione ma anche il fatto che da quella storia si potesse ripartire cambiando qualcosa di sé. Io cito sempre la mail di un mio amico che dopo aver visto lo spettacolo decise di lasciare il lavoro per seguire la sua strada creativa perché come dico sul palco si può dire “no” a situazioni interne ed esterne che ci fanno soffrire. Quindi, per tornare alla domanda, non mi aspettavo questa risposta e sono felice ed emozionata di portare avanti questo lavoro.
Il 30 novembre torna in scena lo spettacolo, ma la novità è che seguiranno due giorni di workshop. Qual è il programma di lavoro?
Voglio partire dalla domanda “io oggi sono felice? Sto facendo quello che mi piace?” E da lì andare avanti chiaramente attraverso lo strumento teatrale. Io oltre che attrice e autrice sono anche laureata in psicologia e sono una conseulor, per questo voglio usare il teatro per riuscire a far sì che le persone del workshop possano vedere le situazioni con un differente punto di vista e con ironia. Partire da una difficoltà e andare avanti cambiando strada, se riusciamo a scherzare su quello che ci sta succedendo siamo già a metà strada. L’obiettivo è uscire dal laboratorio con la consapevolezza di ciò che si è e da lì scegliere quale strada prendere. Un workshop a prova di mobbing, di shocking e di altre amenità.
A chi vuole rivolgersi questo workshop?
Di solito c’è una maggiore risposta di donne, ma mi auguro di avere anche uomini che vogliono mettersi alla prova attraverso il teatro per cercare di costruire una propria storia nuova. Importante sottolineare che è un workshop aperto a tutti e non sono necessarie esperienze teatrali, il teatro è un mezzo per mettersi in gioco con giudizio e senza pregiudizio. Nelle mie esperienze pregresse ho sempre visto che il teatro sono comunque immediate anche per chi non ha mai fatto teatro.
Quali sono, invece, gli altri impegni per il futuro prossimo?
Al momento sono in prova con “La strana coppia” che ha debuttato in estate in varie piazze lombarde nell’ambito di eventi all’aperto e il 20 dicembre approderà al Teatro Libero per Natale e Capodanno. Una rivisitazione al femminile del celeberrimo film con Jack Lemmon e Walter Matthau che vede me e Valentina Ferrari nei panni io di Lemmon e lei di Matthau. La regia è affidata ad Arturo Di Tullio per cui un regista legato al mondo della commedia e della comicità. Uno spettacolo esilarante che vuole fare divertire senza dimenticare tematiche a me care come l’amicizia tra due donne che riescono a uscire dalle difficoltà. Un modo per divertirsi e guardare con gioia all’anno che verrà.

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