Potted Potter: intervista ai protagonisti

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foto Lu Magarò

Dal 31 ottobre al 17 novembre, il Teatro Leonardo torna a ospitare “Potted Potter”, l’unica esperienza potteriana non autorizzata. Un’occasione per ripercorrere in maniera frizzante, divertente, ma fedele alla realtà i luoghi, i personaggi e le avventure del maghetto più conosciuto al mondo. Harry Potter, Ron, Hermione, Silente, Voldemort e tutti i personaggi che compongono la saga potteriana, prendono vita attraverso gli attori: uno spettacolo capace di coinvolgere, grazie alla poliedricità degli attori e ai testi mai banali, non solo coloro che già amano la saga potteriana, ma anche chi non si è mai avvicinato alle avventure di Hogwarts.
A portarli in scena, sotto la guida attenta del regista Simone Leonardi, sempre loro: Davide Nebbia e Mario Finulli, giovani e talentuose promesse del panorama italiano con alle spalle esperienze internazionali. La redazione di MilanoTeatri ha intervistato proprio i due protagonisti.

Cosa deve aspettarsi il pubblico?
Davide: Sicuramente tanto divertimento e coinvolgimento, sia per i fan di Harry Potter sia per chi non conosce la saga perché ci si può immedesimare nei due personaggi. Davide è un superfan di Harry Potter mentre Mario non sa nulla. È una parodia ben fatta e nemmeno il vero fan rimarrà deluso.

Siete fan della saga?
Davide: Io ho sempre amato Harry Potter, ho iniziato a leggerlo che ero alle medie e adesso ho 33 anni quindi nel tempo è un po’ scemata questa passione. I film poi hanno aumentato la fama della saga, ma io sono sempre rimasto più legato ai libri.

Mario: Per me invece la passione non è scemata, anzi, ogni anno rileggo i libri e la scorsa estate li ho ricomprati tutti e sette perché sono andato a vivere da solo e ho lasciato gli originali alla mia famiglia. I miei personaggi preferiti sono Piton, Neville Paciock, Lupin. Sono pazzo di questa saga.

Il testo è fortemente inglese, come è stato adattato in italiano
Davide: Il lavoro del regista e autore inglese Richard Hurst e del nostro Simone Leonardi ha fatto sì che alcuni passaggi un po’ troppo british diventassero un po’ più italiani.

Mario: Ad esempio la versione originale inserisce nomi di personaggi o attori di musical che in Inghilterra sono famosissimi ma qui da noi non verrebbero recepiti.

Il pubblico rimarrà seduto a guardarvi o parteciperà allo spettacolo?
Davide: Lo spettacolo è molto interattivo, il pubblico può partecipare soprattutto grazie a Mario che sfonda subito la quarta parete.

Mario: Abbiamo promesso che si sarebbe giocato a quiddick e il pubblico giocherà a quiddick con un vero drago in scena.

Intervista raccolta da Marco Filannino

 

Di seguito un video dello spettacolo

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