“Next to normal”, sguardo sulla fragilità umana

Next to normal è uno spettacolo davvero diverso, intimo, di quell’intimità profondamente connessa al dolore umano: in questo caso si tratta di quello di una madre che ha perduto suo figlio, il suo primo ed unico figlio maschio, ancora in tenera età.

Madre e figlio, quindi, un legame ed un’alchimia fisiologica che possono sovrastare ogni altro rapporto, ogni altro pensiero o azione, ogni altra visione di vita. Così vive Diana, la madre della nostra storia, che dal momento della perdita sviluppa un comportamento bipolare e visioni che la accompagnano per anni e niente di ciò che la circonda le restituisce serenità ed equilibrio, la aiuta ad elaborare il suo lutto e ad andare oltre.

Forse è una personale scelta inconscia o forse è dovuta alla malattia, che lei cerca di curare in ogni modo tra psichiatri e psicofarmaci, ma l’amore profondo ed incondizionato del marito, assolutamente determinato a tenere insieme la famiglia e il loro rapporto, benché in crisi, e l’amore della figlia Natalie, ormai sedicenne, non sono in nessun modo sufficienti a farle lasciare andare questo figlio che la segue come un’ombra ogni giorno.

Le giornate si succedono, la vita va avanti, ma la malattia di Diana condiziona tutti e tutto: i gesti quotidiani, le visioni di un futuro immediato e a lungo termine, ogni situazione vissuta che diventa quindi una lotta estenuante, un grido disperato ma intriso anche di grande dignità e forza, perché i componenti della famiglia Goodman sono tutti dei veri combattenti.

Next to normal è uno spettacolo forte, che scuote, che tocca il cuore e commuove, e in qualche modo fa connettere ognuno di noi e il proprio personale vissuto alle vicende umane di questa famiglia. E’ uno spettacolo che vale la pena di vedere perché intenso e magistralmente interpretato da artisti che si donano interamente per dare un’umanità imprescindibile a questi personaggi, e una veridicità alla storia che, altrimenti, perderebbe irrimediabilmente di spessore emozionale.

Francesca Taverni e Antonello Angiolillo, e i giovani Luca Giacomelli Ferrarini e Laura Adriani, mettono in scena la vita familiare dei Goodman, i loro drammi e piccole gioie in uno spettacolo tutto cantato con grande maestria interpretativa e canora, stemperandone delicatamente il mood con un sottile filo d’ironia, in un susseguirsi di forti emozioni e sorprese che si snodano dinamicamente fra tutti gli spazi dell’imponete scenografia. Quest’ultima, una struttura essenziale, rigida e matematicamente suddivisa in aree vivibili su più livelli, sembra studiata proprio per voler dare ordine, stabilità ed equilibrio al mare emotivo in tempesta della storia. Molto bravi anche Renato Crudo, il fidanzato della figlia Natalie, e Brian Boccuni, nel doppio ruolo degli psichiatri che si prendono cura di Diana.

Next to normal nasce come testo teatrale e dal suo debutto a Broadway nel 2009 è subito un successo, al punto da vincere 3 premi ai Tony Awards di quell’anno e il Premio Pulitzer nel 2010. La versione italiana nasce dalla collaborazione tra il regista Marco Iacomelli, STM e la Compagnia della Rancia, sotto la supervisione artistica di Saverio Marconi. Garanzia di professionalità ai massimi livelli per uno spettacolo davvero da non lasciarsi scappare.

 Olga Bordoni

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