“Murder Ballad”: intervista ad Ario Avecone

ario avecone

Dopo il successo della passata stagione torna a Milano “Murder Ballad – Omicidio in Rock” che sarà al Teatro Guanella dal 30 gennaio al 2 febbraio. Ne abbiamo parlato con il regista e interprete Ario Avecone.

Come è nata l’idea di portare questo titolo in Italia?
In maniera del tutto casuale. Ero a Londra e vedo in un piccolo teatro del West End, l’Arts Theater, questo spettacolo con un cast pazzesco tra cui Kerry Ellis e Ramin Karimloo, due miti assoluti del musical mondiale. Per fortuna erano ancora disponibili gli ultimi biglietti. Mi ritrovo a vedere un musical innovativo, un po’ debole dal punto di vista drammaturgico, ma dall’impatto sonoro e vocale davvero unico. Durante il ritorno in albergo, i metro, la mia mente pensa e ripensa. Trovo una lettura diversa della storia e dell’evoluzione dello spettacolo. Decido di andare a parlare il giorno dopo con Bert Fink dell’MTI UK, titolare dei diritti di Murder Ballad per l’Europa. Spiego la mia idea e dopo 10 minuti ho i diritti per l’Italia. Da lì poi è partito tutto. Questa elasticità anglosassone riguardo lo show business è davvero quello che manca qui da noi in Italia.

Come ha affrontato l’adattamento del testo e dei brani per la versione italiana?
La cosa più complessa è stato sicuramente il testo. Lo spettacolo è sì tutto cantato, ma di fatto è uno pièce di prosa in musica, il tutto con brani pop-rock bellissimi e orecchiabili. La prima difficoltà è stato calare la mia idea dello spettacolo in quello che era la stesura originale statunitense. “Murder Ballad – Omicidio in Rock” nella mia versione italiana è un thriller psicologico, dove il sottile confine tra realtà, sogno e finzione viene tante volte oltrepassato. Questo lo rende molto più interessante rispetto agli allestimenti anglosassoni dove invece tutte queste chiavi di lettura non ci sono. E’ uno spettacolo cinematografico e ci sono tante citazioni: da “Taxi Driver” di Scorsese all’ultimo “Joker” con Joaquin Phoenix passando per “Inception” di Nolan. Tanti misteri, tanti dubbi a cui ogni spettatori cercherà di trovare risposta. Tra poco partirà anche un “contest”, una sfida, direttamente col sottoscritto in cui inviterò tutto il pubblico a trovare risposte ai quesiti dello spettacolo. Sono sicuro che ci sarà una grande partecipazione, anche perché regalerò, a chi saprà trovarle o chi si sarà avvicinato di più, un viaggio a New York, nei luoghi trattati da Murder Ballad.

Che bilancio fa del tour della passata stagione?
Bellissimo. E’ stato davvero un successo di pubblico ma soprattutto di critica. Penso che serva coraggio per portare spettacoli del genere in Italia. Trovo ci sia un po’ di piattezza nella nostra proposta teatrale. Certo bisogna crederci, sapendo che non è facile portare pubblico a teatro per spettacoli così, ma con la consapevolezza che ogni spettatore all’uscita sarà una persona soddisfatta e diversa.

Un anno fa avete subito un duro colpo con il furto dell’attrezzatura che vi ha costretto a posticipare alcune date. Come avete vissuto quel momento e come siete ripartiti?
E’ stata un’esperienza bruttissima. Per un artista, un regista, un produttore che ama il teatro, essere privato di ciò che serve per mettere in scena lo spettacolo in cui crede, è come rubare il biglietto del cinema ad un bambino in fila per entrare in sala. Siamo stati male. Noi dello staff, ma anche tutto il cast. Non tanto per la perdita economica, comunque ingente, ma piuttosto per la consapevolezza che il mondo che ci circonda è sempre più alla deriva.

ario aveconeStavolta la vedremo anche sul palco nei panni di Tom, come si trova nel doppio ruolo di regista e interprete?
Molto bene. Non è una novità per me. Nei miei musical stabili (“Amalfi 839AD” e “Rebellion”) che sono in scena da 8 anni con 700 repliche all’attivo, mi ritaglio nella scrittura sempre una parte che possa calzarmi bene. In questo caso però è diverso perché non essendo autore, sono dovuto entrare in un personaggio complesso e molto particolare. Tom è un musicista rock come me, ma dedito all’alcol e al vizio. Una persona violenta che basa proprio sul possesso il suo legame di dipendenza con Sara. Durante le prove ad ogni replica arrivavamo tutti devastati al termine della storia. “Murder Ballad – Omicidio in Rock” è un viaggio nella mente di tutti noi, uno spettacolo che come pochi riesce ad arrivare nel profondo e una storia in cui tutti possono sentirsi parte in causa.

Nel cast c’è anche Arianna che era protagonista della versione originale statunitense, questo vi ha aiutato?
Arianna è un’artista stupenda, dalla bravura cristallina e lavorare con lei, prima come regista e adesso anche come partner di scena, è per me un onore. Non penso però che aver fatto la versione statunitense l’abbia aiutata: il musical è davvero diverso, le motivazioni sono altre, e questo in spettacoli del genere fanno la differenza. Essere credibili in “Murder Ballad” è difficile. E’ una complessa prova attoriale. Per tutti noi. Con lei e con Fabrizio Checcacci, Fabio Fantini e Myriam Somma (in scena nella parte del Narratore) abbiamo fatto un ottimo lavoro di traduzione e adattamento dall’inglese all’italiano. Ad oggi preferisco la nostra versione anche dal punto di vista musicale. A breve uscirà tra l’altro il Cd su tutte le piattaforme online, la cui direzione musicale è stata curata da Cosimo Zannelli.

Si racconta una storia forte, passionale, ricca di emozioni. Cosa ha chiesto di portare sul palco agli attori?
Tutto. Durante le prove abbiamo pianto, abbiamo riso, abbiamo ballato. E’ successo di tutto! Fabrizio Voghera, che interpreta Michael, mi ha confidato di non aver mai vissuto delle prove così intense e partecipative. Il merito non è solo mio come regista, ma anche dell’opera e di tutto lo splendido cast. “Murder Ballad” entra nell’animo di noi attori. Questa partecipazione poi la riversiamo sul pubblico, creando un clima unico. Pensa che durante tutto lo spettacolo, un atto unico di circa ottanta minuti, non c’è un applauso. Il pubblico è rapito e segue il mistero e il giallo con partecipazione unica. Alla fine poi lo scoppio fragoroso. E’ un viaggio da vedere e rivedere. Imperdibile.

Un’opera rock con brani che colpiscono subito il pubblico, sarà possibile per gli spettatori conservare un ricordo dello spettacolo?
Quest’anno abbiamo infoltito il nostro shop con gadgets vari e con il Cd e la chiavetta USB. L’album sarà anche scaricabile online sulle piattaforme digitali e su Spotify. Un modo per portare “Murder Ballad” con se, anche oltre l’ora e mezza di spettacolo.

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