Molière: l’arte tra il 600 e oggi al Sala Fontana

Ci sono drammaturghi che attraversano i secoli restando sempreverdi. Moliére è sicuramente uno di questi: sarebbe difficile associare ad un preciso periodo storico uno qualunque dei suoi testi.

Al Teatro Sala Fontana è andato in scena, dal 12 al 29 marzo, Le intellettuali (titolo originale Les Femmes savantes), opera che fu rappresentata per la prima volta quasi quattrocento anni fa. Usciti dal teatro si ha la sensazione di aver appena avuto il piacere di vedere un meraviglioso spettacolo tratto da un testo di un giovane drammaturgo vivente e brillantemente ispirato.

La grandezza di Moliére è nel definire drammi casalinghi e quotidiani attraverso sentimenti e conflitti comuni alla gran parte delle famiglie di ogni epoca e nazionalità. Le intellettuali sono le donne della casa del ricco borghese Crisalo: la figlia Armanda, la sorella Belisa e la moglie Flaminta. Le tre donne, le intellettuali di casa, desiderano dare in sposa la figlia più piccola Enrichetta a Trisottani, una triste macchietta figlia del povero intellettualismo dei tempi (passati e, perché no, odierni)

Moliére attraverso un intreccio tutto al familiare che gioca sui meccanismi della commedia classica affronta il rapporto tra arte e vita e in particolare tra l’arte vera e quella fasulla che ostenta e ricicla vacuamente se stessa.

Bravissima la regista Monica Conti che abilmente gioca con il testo e, attraverso una regia semplice pur sofisticata, trascina a suon di risate lo spettatore tra  guizzi narrativi e colpi di scena linguistici: una dimostrazione di quanto sia possibile, se dotati di volontà di ricerca e approfondimento, conquistare il pubblico attraverso un testo del seicento.

Gli attori sono bravissimi: misurati quando occorre e abili macchiette a necessità drammaturgica. I personaggi femminili sono meravigliosi e ricreano con equilibrio momenti comici come nei confronti con il personaggio di Trisottani che rappresenta quanto di più attuale ci sia oggi nel panorama culturale italiano (e Monica Conti suggerisce di esserne ben a conoscenza).

Ci auguriamo che la ricerca di Monica Conti su Moliére iniziato nel 2002 con Il medico per forza sia solo l’inizio per una rivisitazione generale dell’opera omnia dell’autore francese.

Francesco Annarumma

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