Il Matto colpisce ancora

matto

Dammi tre parole sole cuore amore…

Chissà quanti italiani ascoltavano questa canzone nell’estate del 2001 mentre a Genova avveniva quella che Amnesty International definiva “La più grave sospensione dei diritti democratici in un Paese occidentale dopo la seconda guerra mondiale”.

Il 20 luglio 2001 moriva Carlo Giuliani, in quei giorni nel capoluogo ligure si svolgeva il G8, la notte tra il 21 e il 22 luglio i Reparti Mobili della Polizia di Stato facevano irruzione nella scuola Armando Diaz dando vita a quella che fu definita la “macelleria messicana”.

Questi i fatti che finiscono sotto processo, a interpretare giudice, pm, avvocato, testimoni, guardie giurate e altri ancora è un’unica persona: “Il matto” Massimiliano Loizzi.

Al Teatro della Cooperativa in scena “Il matto 2 – ovvero io non sono Stato”. Dopo il successo ottenuto lo scorso anno con la rappresentazione del processo Pinelli, Massimiliano Loizzi si occupa di un’altra morte di stato, quella di Carlo Giuliani, fatti che a distanza di 15 anni continuano a essere scolpiti nella memoria di chi quelle giornate le ha vissute.

I punti in comune con il primo atto sono piuttosto numerosi e saltano agli occhi di chi ha visto entrambi gli spettacoli. La storia, però, è diversa, lo humor nero di Loizzi sempre impareggiabile così come i suoi sguardi, la sua mimica e le sue pause.

In una sorta di dialogo galileiano giudici, pm e avvocato portano avanti questo processo farsa, Loizzi come al solito è perfetto sul palco, per quasi due ore regala tante risate e tanti momenti di riflessione. Il mondo del teatro sicuramente ne guadagna, ma non si può nascondere l’amarezza nel pensare che, volendo, il Matto potrebbe realizzare molti altri spettacoli su questo tema.

Ivan Filannino

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